Via l'immigrazionista Boeri: l'Inps verso il commissariamento

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Via l'immigrazionista Boeri: l'Inps verso il commissariamento

Si va verso il commissariamento per Inps e Inail: secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier dovrebbe essere questa la strada per superare l'empasse della riforma della governance dei due enti.

Ora che quota 100 e reddito di cittadinanza sono stati approvati, i due vicepremier memori dei dibattiti avuti con il presidente dell'Inps Tito Boeri, avrebbero il timore di lavorare con un ente previdenza "ostile". D'altra parte, però, questo passaggio potrebbe complicare proprio il delicato passaggio di gestione delle misure che attueranno i due provvedimenti cardine della manovra economica. Nell'attesa, arriverebbero i commissari. Boeri, economista della Bocconi, dopo essersi scontrato più volte col governo che lo aveva scelto, è entrato in rotta di collisione anche con l'attuale esecutivo, in partic0lare con il vicepremier e capo della Lega, Matteo Salvini.

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, è in carica dal 2015 e il suo mandato scade il prossimo 16 febbraio; quello dell'Inail, Massimo De Felice, è stato riconfermato dal governo Renzi e termina il mandato (quadriennale) il 15 novembre 2020. Il primo, dopo le critiche alla riforma della Fornero, aveva invitato l'economista a dimettersi e scendere in politica. Mentre con il leader pentastellato, lo scontro riguardava la relazione tecnica del decreto dignità, che prevedeva 8mila posti in meno all'anno. Basti pensare che l'Inps, in prima fila su entrambe le riforme, dovrà gestire qualcosa come 1,3 milioni di domande potenziali di "reddito di cittadinanza" e, sempre nel 2019, liquidare un numero di pensioni che, complessivamente, potrebbe raggiungere il triplo dei flussi normali: sono infatti 315 mila i lavoratori che nel 2019 si stima abbiano i requisiti per chiedere l'assegno con "quota 100" (62 anni d'età e 38 di contributi). Anche all'interno dell'istituto ci sarebbero 4.500 dipendenti su 27mila pronti a ritirarsi proprio in virtù delle prerogative previste da quota 100.

E intanto è già scattato il toto nomi dei candidati al posto di commissari. Caldi anche i nomi di Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro e nel Cda Finmeccanica, di Alberto Brambilla, esperto di previdenza, Enzo De Fusco, collaboratore del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon della Lega.

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