Venezia, 50 milioni di tassa: la volta buona per incentivare l'elettrico

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Venezia, 50 milioni di tassa: la volta buona per incentivare l'elettrico

L'idea della tassa di sbarco per la città di Venezia ha grosse potenzialità ma comporta anche parecchie insidie nella fase attuativa: chi deve essere esentato, come si riscuote il ticket, come si fanno le verifiche. Si tratta in sostanza del riconoscimento al solo Comune di Venezia. Chi pernotta in hotel, infatti, versa già 30 milioni l'anno con l'imposta di soggiorno. Arriva il ticket d'ingresso a Venezia, una tassa che andrà dai 2,5 ai 5 euro al giorno, con picchi di 10 euro nei momenti di altissima stagione.

La norma, che è prevista dal comma 1129 del maxiemendamento alla Legge di Bilancio approvata dalla Camera, afferma testualmente che il Comune di Venezia è autorizzato "ad adottare nelle proprie politiche di bilancio, in alternativa all'imposta di soggiorno, l'applicazione del contributo di sbarco previsto per le isole minori. Studieremo un regolamento equilibrato e partecipato che tuteli chi vive, studia e lavora nel nostro territorio". I proventi saranno "impiegati in primis per finanziare i costi di pulizia della città, invasa da milioni di turisti".

Di fatto, la nuova imposta potrebbe applicarsi da subito a due categorie: i croceristi che, in giornata, scendono dalle navi ancorate alla Stazione Marittima, e a chi arriva a San Marco con i lancioni gran turismo provenienti dalle località del litorale.

Se i dati ufficiali delle registrazioni alberghiere parlano di 10,5 milioni di turisti nel 2017 a Venezia, più difficile è stimare il totale dei visitatori, inclusi i giornalieri.

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