Stato presenta il conto a famiglia Riina: chiesti due milioni di euro

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Stato presenta il conto a famiglia Riina: chiesti due milioni di euro

A notificare la cartella esattoriale da pagare a Ninetta Bagarella, moglie di Totò Riina, è stata Riscossione Sicilia, la società che riscuote i tributi nell'isola. "La legge esclude espressamente che si estenda agli eredi del condannato il rimborso delle spese di mantenimento in carcere".

Così l'avvocato Luca Cianferoni, che per anni ha difeso Totò Riina, commenta con l'Adnkronos la notizia: "Una boutade, ci avevano già provato quando Riina era vivo". Al secondo comma il codice dispone che "l'obbligazione non si estende alla persona civilmente responsabile e non si trasmette agli eredi del condannato". Ad attivare la procedura di recupero del credito sarebbe stato, attraverso il ministero della Giustizia, il carcere di Parma, ultimo istituto penitenziario in cui il capomafia è stato detenuto.

Nato a Corleone il 16 novembre del 1930 da una famiglia di contadini, Riina è entrato per la prima volta in cella a 18 anni. Decisivo l'incontro con Luciano Liggio, all'epoca mafioso rampante che stava tentando di farsi strada: è stato lui, suo compaesano, a farlo entrare in Cosa nostra. Arrestato il 15 gennaio del 1993 Riina è morto il 17 novembre 2017, dopo ventiquattro anni di detenzione in regime di 41 bis. Un metro e 58, che gli valse il soprannome di Totò U Curtu, uscì dall'Ucciardone nel 1956, a pena scontata solo in parte, e fu arruolato nel gruppo di fuoco di Leggio. Proprio in quell' occasione su Fb scrisse: "Chiederemo al presidente della Repubblica la revoca della cittadinanza italiana sia per noi che per nostra figlia così sarà chiaro al mondo intero come l'Italia politica e mediatica tratta i suoi figli, perché sono brutti, sporchi e cattivi". Sarebbero stati oltre 100 gli omicidi in cui è stato coinvolto e 26 gli ergastoli a cui è stato condannato. Riina non ha mai mostrato alcun segno di redenzione.

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