Statali e Quota 100, la buonuscita sarà congelata fino a otto anni

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Questo il possibile contenuto, difulgato dall'ANSA, del decreto per la riforma della legge Fornero.

Sul fronte pensioni Quota 100 rischia di aprire un discorso piuttosto complesso sulla corresponsione del Tfr e del Tfs ai dipendenti statali che utilizzeranno lo scivolo. Il pagamento, dunque, sarà posticipato. Nel pubblico le prime uscite con quota 100 si avranno a luglio.

La legge per la liquidazione rimarrebbe sempre la stessa: pagata subito ed in un'unica soluzione per un importo fino a 50 mila euro, in due rate annuali dai 50 mila ai 100 mila euro ed in tre rate per liquidazioni sopra i cento mila euro.

Il decreto prevede una sperimentazione per tre anni dell'uscita anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi (quota 100 appunto).

Il problema è evidente anche al governo che, stando a quanto riporta Il Mattino, starebbe già trattando con l'Abi per introdurre la possibilità di un anticipo bancario. Che resterà così a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne. Siccome lo scatto è già entrato in vigore il primo gennaio, il decreto prevede che la nuova regola venga applicata retroattivamente. Rinnovata anche l'Ape sociale, il meccanismo ideato dal precedente governo per permettere il pensionamento anticipato attraverso un prestito pensionistico a carico dello Stato a categorie svantaggiate di soggetti.

Per il resto il decreto conferma quasi tutte le anticipazioni della vigilia.

Disco verde anche per una ulteriore possibilità di anticipo dell'uscita con la possibilità per i fondi di solidarietà bilaterali (di imprese e sindacati) di finanziare, volontariamente, la contribuzione mancante per arrivare a quota 100, con uno scivolo aggiuntivo fino a 3 anni.

Per chi esce con quota 100, il rischio è vedersi corrispondere il Tfs, quindi, con almeno cinque anni di ritardo: una enormità.

Azzeramento vertici Inps ed Inail. La misura cancella dieci anni di gestione semicommissariale e reintroduce il consiglio di amministrazione. Il riordino avrà come effetto collaterale quello di azzerare gli attuali vertici dei due enti, il presidente dell'Inps Tito Boeri, particolarmente inviso alla Lega per le sue continue bocciature delle modifiche alla Fornero, e il presidente dell'Inail Massimo De Felice.

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