Pompeo al Cairo ripudia Obama e attacca l'Iran

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Pompeo al Cairo ripudia Obama e attacca l'Iran

Il capo della diplomazia Usa lancia il suo affondo da un luogo altamente simbolico, lo stesso in cui Obama il 4 giugno del 2009 tenne lo storico discorso in cui, dopo gli anni conflittuali seguiti agli attentati dell'11 settembre 2001, tese la mano al mondo musulmano. E lanciò un appello per "un nuovo inizio" nei rapporti tra gli Usa e i Paesi arabi, porgendo il ramoscello d'ulivo a Teheran e spronando i regimi autocratici dell'area mediorientale a concedere più libertà ai propri popoli, sostenendo di fatto le 'primavere arabe'.

Quello che ai conservatori proprio non andò giù fu soprattutto il fatto che Obama sembrò incolpare e quasi chiedere scusa a nome degli americani per i conflitti degli anni precedenti, a partire dalla guerra in Iraq.

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha sottolineato al Cairo che gli Stati Uniti non si disimpegneranno dal Medio Oriente e puntano a bloccare le esportazioni petrolifere iraniane per far pressione su Teheran e i suoi alleati. Che serviva un nuovo inizio. E circa il modo in cui intenda contrastare l'influenza che l'Iran - principale alleato regionale del clan Assad - esercita sulla Siria, Pompeo è stato molto chiaro: "fin quando l'ultimo soldato iraniano resterà in Siria - ha detto - dagli Stati Uniti non arriverà un dollaro per la ricostruzione post-bellica". L'era della vergogna americana autoinflitta è finita, così come le politiche che hanno prodotto tanta inutile sofferenza. "Il presidente (statunitense Donald) Trump si é sbarazzato dello sbagliato accordo nucleare" e "tale accordo non avrebbe dovuto essere concluso", ha detto inoltre Pompeo criticando la presidenza Obama.

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