Papa Francesco: "La preghiera cambia la realtà"

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Papa Francesco:

Questo - ha osservato - consola, sapere che Gesù rega per noi, prega per me, perché la nostra fede non venga meno.

"Perfino la morte del Messia è immersa in un clima di preghiera, tanto che le ore della passione appaiono segnate da una calma sorprendente: Gesù consola le donne, prega per i suoi crocifissori, promette il paradiso al buon ladrone, spira dicendo: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito" (Lc 23,46)". La preghiera di Gesù pare attutire le emozioni più violente, i desideri di vendetta e di rivalsa, riconcilia l'uomo con la sua nemica acerrima, riconcilia l'uomo con questa nemica, che è la morte. "'Vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono'". "Da questa richiesta - "Signore, insegnaci a pregare" - nasce un insegnamento abbastanza esteso, attraverso il quale Gesù spiega ai suoi con quali parole e con quali sentimenti si devono rivolgere a Dio". "La prima parte di questo insegnamento è proprio il Padre Nostro", ha richiamato il Santo Padre. "Il cristiano si rivolge a Dio chiamandolo anzitutto 'Padre'". I maestri spirituali insistono però sul fatto che siamo tutti chiamati a percorrere la vita di preghiera fino ad arrivare a questa contemplazione.

Guardando il Cristo assorto nella preghiera i discepoli sentono l'esigenza di imparare anche loro a pregare nello stesso modo. "Perché Lui è Padre, e non dimentica i suoi figli che soffrono". "Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?"

"Queste affermazioni ci mettono in crisi, perché tante nostre preghiere sembra che non ottengano alcun risultato", prosegue il Papa. Quante volte abbiamo chiesto e non ottenuto - ne abbiamo l'esperienza tutti - quante volte abbiamo bussato e trovato una porta chiusa? Il Pontefice si è soffermato sull'importanza della preghiera e in particolare del Padre Nostro perché "Possiamo essere certi che Dio risponderà".

"La preghiera trasforma sempre la realtà, sempre: se non cambiano le cose attorno a noi, almeno cambiamo noi, cambia il nostro cuore". Il Papa ha ricordato la "parabola dell'amico importuno", quindi, per sottolineare che la preghiera filiale, fatta con insistenza, non può lasciare Dio indifferente. C'è molto da approfondire, ma come ha fatto Maria quando ha contemplato il messaggio di Dio per mezzo dell'angelo, lasciamo che Dio infonda nel nostro cuore la sua Verità, perché contemplandola ci poniamo al suo servizio nelle varie realtà che viviamo.

Ci sono preghiere anche per le angosce quotidiane, per lo stress di cui siamo tutti affetti, al giorno d'oggi.

Papa Francesco ci dice che per la preghiera di contemplazione basta prendere il Vangelo, leggere e immaginarsi sulla scena, immaginare cosa accade e parlare con Gesù come ci viene dal cuore. "Il primo segnale, domanda che tutti dobbiamo fare: io prego per le persone?", ha detto Francesco: "Per tutte, concrete, quelle che mi sono simpatiche e quelle che mi sono antipatiche, quelle che sono amiche e quelle che non sono amiche. Che giorno di gloria e di risurrezione sarà mai quello!". Pregare, ha sottolineato in conclusione, "è fin da ora la vittoria sulla solitudine e sulla disperazione". La preghiera cambia la realtà. "Per questo io vi chiedo oggi, per prepararvi alla festa di domenica prossima", l'invito di Francesco: "Quelli che lo sanno ricordarlo, e quelli che non sanno chiedere ai familiari, ai padrini, ai genitori, nonni, quando sono nato alla vita della fede, cioè quando sono stato battezzato, e fissare sempre nel cuore la data del battesimo". È come vedere ogni frammento del creato che brulica nel torpore di una storia di cui a volte non afferriamo il perché.

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