Il governo a sostegno di Carige: possibile la nazionalizzazione

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Il governo a sostegno di Carige: possibile la nazionalizzazione

Liguria. Nella notte per Banca Carige arriva il salvagente del governo: l'esecutivo, riunitosi in serata, ha firmato un decreto per concedere all'istituto genovese la garanzia pubblica su eventuali nuove obbligazioni, e apre all'eventualità di una ricapitalizzazione pubblica. Siamo ancora qui, ed è sinceramente stucchevole vedere quelli che hanno salvato le banche ieri fare la morale a quelli che salvano le banche oggi, così com'era stucchevole ieri vedere Cinque Stelle e Lega fare la morale al Pd, come se il problema delle banche italiane si chiamasse Maria Elena Boschi.

Il governo dunque interviene e fa scattare il salvataggio con un decreto legge approvato a tempo record.

Il decreto Carige approvato dal Cdm, "in linea di continuità con il provvedimento di amministrazione straordinaria recentemente adottato dalla Bce", mira a consentire ai commissari "iniziative utili per preservare la stabilità e la coerenza del governo della società, completare il rafforzamento patrimoniale già avviato con l'intervento del Fondo Interbancario dei Depositi, proseguire nella riduzione dei crediti deteriorati e perseguire un'operazione di aggregazione che consenta il rilancio della banca, a beneficio della clientela". "In stretto raccordo con le istituzioni comunitarie, le garanzie previste saranno concesse nel pieno rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato".Inoltre, "in considerazione degli esiti del recente esercizio di stress cui la banca è stata sottoposta, viene prevista la possibilità per l'Istituto di accedere - attraverso una richiesta specifica - a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, volta a preservare il rispetto di tutti gli indici di patrimonializzazione anche in scenari ipotetici di particolare severità e altamente improbabili (cosiddetti scenari avversi dello stress test)".

In altre parole, per Carige si apre la possibilità di poter accedere a nuova liquidità con la garanzia dello Stato su nuovo debito o su finanziamenti erogati eventualmente dalla Banca d'Italia. Il primo passaggio, in salita, è il tentativo di trattare un tasso di interesse meno oneroso del 16%, scattato dopo lo stop all'aumento di capitale.

A favorire inizialmente gli acquisti sui titoli del settore bancario hanno contribuito le ultime novità su Banca Carige, le cui azioni intanto continuano a rimanere sospese dalle contrattazioni, dopo che l'istituto è stato posto in amministrazione straordinaria dalla BCE lo scorso 2 gennaio. L'idea è di includere nel piano industriale una percentuale dei Npe compresa tra il 5% e il 10% del totale dei crediti, al di sotto del valore medio di sistema. E' questo, si legge nel comunicato diffuso al termine del consiglio dei ministri.

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