Banca Carige finisce in amministrazione straordinaria

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Banca Carige finisce in amministrazione straordinaria

Con l'uscita di questi sette nomi è venuta meno la maggioranza degli amministratori in carica. Dunque, è decaduto l'intero consiglio.

I commissari prenderanno tutte le decisioni necessarie ma, di tanto in tanto, dovranno riferire alla commissione di Vigilanza. Lo si legge in un comunicato dell'istituto, nel quale si specifica che i commissari sono Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener mentre è stato nominato un comitato di sorveglianza composto da tre membri: Gian Luca Brancadoro, Andrea Guaccero e Alessandro Zanotti.

In continuità con la strategia in atto verranno proseguite da parte di Innocenzi, Modiano e Lener le attività di rafforzamento patrimoniale, rilancio commerciale attraverso recupero delle quote di mercato nei segmenti core, derisking attraverso la riduzione dei Non Performing Loan, ricerca di possibili allenaze per l'istituto. Inoltre è in corso la stesura del piano industriale atteso dai sindacati fin dal novembre scorso.

Nel caso in cui la missione fallisse, le strade da seguire sarebbero essenzialmente due. Anzitutto, la creazione di una bad bank e di una good bank da far rilevare - probabilmente a un prezzo simbolico - a una banca più grande. L'altra ipotesi, ancora più estrema, è la risoluzione di Carige secondo le regole del 'bail-in'.

Il Titolo Banca Carige era stato sospeso in borsa per un giorno in attesa di notizie sull'assetto societario che sarebbbero dovute arrivare proprio nella giornata di mercoledì 2 gennaio 2019.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'astensione della Malacalza Investimenti, primo azionista con il 27,5%, all'assemblea del 22 dicembre che avrebbe dovuto approvare l'aumento di capitale da 400 milioni, una delle gambe del risanamento concordato con Francoforte che ha previsto la sottoscrizione di un prestito convertendo da 320 milioni sottoscritto l'1 dicembre 2018 dallo Schema Volontario e da Banco Desio e della Brianza.

Il 2015 è anche l'anno in cui entra il nuovo socio forte: la famiglia Malacalza con l'acquisto di un 10,5% della fondazione Carige. I due manager hanno avviato una nuova pulizia di bilancio, con svalutazioni sui crediti per circa 250 milioni, che hanno portato l'istituto ad avere nuovamente bisogno di risorse fresche.

"Un'amministrazione straordinaria con conferma dei vertici e riaffermazione delle strategie è in continuità e rafforza le prospettive di governance, non le indebolisce" ha detto Modiano.

"Come sempre monitoriamo da vicino gli sviluppi nel settore bancario Ue, Italia inclusa", per questo "prendiamo nota della decisione della Bce, nella sua capacità di supervisore, di nominare un amministratore temporaneo per Carige" in quanto "si tratta di uno degli strumenti a disposizione" grazie all'Unione bancaria, spiega portavoce della Commissione Ue sulla situazione della banca Carige.

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