Attivisti in Siria contro l'Isis: "Procura di Torino non prenda provvedimento ipocrita"

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Attivisti in Siria contro l'Isis:

Così Davide Grasso, uno dei cinque antagonisti torinesi colpiti da una richiesta di 'sorveglianza speciale' (con divieto di dimora) per avere combattuto in Siria con le milizie curde dell'Ypg, nemiche dell'Isis, definisce l'iniziativa della procura di Torino.

La sorveglianza speciale è una misura di prevenzione. Fissata al 23 gennaio, ore 10 al Tribunale di Torino, l'udienza di convalida della misura. Uno dei quattro destinatari della richiesta della procura lasciò Torino, diretto verso la regione del Rojava, nel marzo del 2018, quando nel capoluogo piemontese era sottoposto a una misura cautelare (non in carcere) per episodi avvenuti durante dei tafferugli con le forze dell'ordine. E' quanto si apprende da fonti investigative.

"La Procura - si legge nel testo - precisa di non aver indagato questi cittadini italiani per il reato di 'arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale' (art. 270 quater c.p.) ma di aver semplicemente proposto una sorveglianza su giovani che, avendo in Italia precedenti penali per reati di violenza legati a fatti politici, hanno acquisito un addestramento militare presso gruppi armati stranieri". E ancora: "Alla procura di Torino dico che se andare in Siria implica di essere socialmente pericoloso, vorrei rispondere che è stato lo Ypg a liberare il Nord della Siria dall'Isis e dalla bande jihadiste, salvare centinaia di miglia di vite umane e resistere valorosamente ad Afrin". Gli accertamenti investigativi sono stati svolti dalla Digos.

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