Allarme Sea Watch: alcuni migranti rifiutano il cibo

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Allarme Sea Watch: alcuni migranti rifiutano il cibo

Le imbarcazioni Sea Watch e Sea Eye restano ancora in alto mare.

Palazzo Chigi, secondo il Corsera, starebbe trattando una piccolissima entità di persone, appena 15, lo scoglio più grande riguarda le regole: Germania e Olanda, "che ora si sono finalmente svegliate, non è un caso che lo abbiamo fatto viste le pressioni che ricevono quotidianamente dalle due navi, la Sea Watch e la Sea Eye". Lo fa sapere la stessa organizzazione umanitaria tedesca in un tweet, ribadendo il timore che "il loro stato psicologico e di salute possa peggiorare sensibilmente". "I 17 sopravvissuti dormono in infermeria, in un container sul ponte, e condividono solo un bagno". Bruxelles al lavoro per risolvere la questione Seawatch e Sea Eye, le navi con a bordo in totale 49 migranti in cerca di un porto sicuro da oltre due settimane. "Nel pomeriggio la Commissione Ue informerà gli Stati sulla situazione, durante la riunione degli ambasciatori dei 28". Da oggi l'acqua è razionata e molti migranti hanno deciso di cominciare uno sciopero della fame e rifiutano il cibo. La soluzione, si spiega, sono i corridoi umanitari via aereo per chi scappa davvero dalla guerra, già confermati dal ministro Salvini anche per il 2019. Intanto in Italia continua il dibattito sull'accoglienza, con il vicepremier Luigi Di Maio che propone di accogliere donne e bambini e il collega Matteo Salvini che ribadisce che i porti sono chiusi. "Serve più solidarietà - ha detto la portavoce - bisogna trovare una soluzione sostenibile per l'arrivo dei migranti nel Mediterraneo".

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