Trapianto d'utero da donatrice deceduta: nasce la prima bambina al mondo

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Trapianto d'utero da donatrice deceduta: nasce la prima bambina al mondo

E' sana e sta bene la prima bambina nata da una madre a cui era stato trapiantato l'utero di una donatrice morta. Lo straordinario risultato è stato reso noto dalla rivista scientifica Lancet. I dieci tentativi precedenti da donatrice deceduta si erano conclusi con aborti spontanei. E per gli altri bambini nati dopo il trapianto era stato utilizzato l'utero di donatrici viventi. "Il primo trapianto di utero da donatrice vivente è stata una pietra miliare della medicina - ha commentato Dani Ejzenberg, dell'Ospedale das Clinicas di San Paulo - ma presenta delle limitazioni, perchè le donatrici viventi sono poche, e di solito si trovano tra familiari o amici stretti".

La delicata operazione di trapianto, durata 10 ore, era avvenuta nel 2016. A 6 settimane dall'intervento ha iniziato ad avere il ciclo mestruale e sette mesi dopo i suoi ovociti, precedentemente fecondati, le sono stati impiantati. Nel caso della donna brasiliana, affetta dalla sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser (che porta alla mancata formazione di vagina e utero), la donatrice di utero, quarantenne, era morta dopo un'emorragia cerebrale.

"Il trapianto di utero da donatori vivi è diventato una realtà per trattare l'infertilità", spiegano su Lancet i ricercatori. "Una pratica che ha avuto successo in Svezia a partire dal 2014 che poi ha ispirato i centri e i programmi di trapianto dell'utero in tutto il mondo". La donatrice aveva 45 anni.

Nelle loro conclusioni, gli studiosi esprimono il loro ottimismo. "I risultati stabiliscono una verifica teorica per il trattamento dell'infertilità uterina mediante trapianto da donatrice deceduta, aprendo un percorso verso una gravidanza sana per tutte le donne con sterilità dei fattori uterini, senza bisogno di donatori viventi o di chirurgia da donatore vivente".

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