Macron cede, i gilet gialli vincono: stop all'aumento dei carburanti

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Macron cede, i gilet gialli vincono: stop all'aumento dei carburanti

Il capo del governo ha presentato le proposte dell'esecutivo, decise all'Eliseo con il presidente Emmanuel Macron, ai deputati di La Republique en marche e di MoDem nella riunione dei gruppi all'Assemblea Nazionale: "Dobbiamo fare in modo che la situazione si calmi prima che degeneri", ha affermato il premier che farà una dichiarazione in televisione a breve. Chi rappresenta i Gilet gialli? E chissà se ora, con questa decisione, riuscirà a riconquistare i francesi (almeno quella minoranza che lo ha eletto l'anno scorso), o se invece il suo declino politico subirà un'accelerazione. Durante il voto sulla "fiscalità ecologica e le coseguenze sul potere d'acquisto" il primo ministro ha difeso la scelta di abbandonare la misura sull'aumento della tassa sul carburante e il congelamento delle tariffe del gas e dell'elettricità questo inverno.

Anche se il popolo francese sembra predisposto per la protesta, stupisce la nascita repentina di un movimento sociale ampio e diffuso sul territorio. Il premier francese Edouard Philippe, in un messaggio ufficiale alla nazione, ha annunciato il passo indietro del governo su tre misure fiscali al centro delle proteste dei gilet gialli nelle ultime settimane.

"Per le minacce il governo mobilita ulteriori forze che si aggiungono ai 65mila dipendenti dei servizi di sicurezza, che sono stati coinvolti in tutta la Francia", ha dichiarato. Inoltre, sarebbe bastato molto semplicemente guardare chi lanciava certe accuse per rendersi conto che erano unicamente tese alla delegittimazione politica.

Il movimento non è né di destra né di sinistra, non ha in sé grandi rivendicazioni omogenee tali da poter essere ricondotto a una delle due grandi tradizioni. Secondo l'ultimo sondaggio YouGov, il presidente Emmanuel Macron ha perso altri tre punti e a credere in lui ormai è solo il 18% dei francesi. Lo ha riferito la presidenza del Consiglio alla France presse, dopo che il presidente Macron ha incaricato Philippe di ricevere i leader dei partiti presenti in Parlamento e i rappresentanti del movimento che contesta le nuove tasse sul carburante.

Alla Signora interessa tanto sollevare la piazza in vista delle prossime presidenziali, quanto precostituire dei motivi di conflitto con i Paesi ex coloniali in vista di una gestione "muscolosa" della Presidenza, che ella sente - speriamo naturalmente si sbagli - a portata di mano. A mediare non è rimasto nessuno, i luoghi del conflitto e della partecipazione sono rarefatti, chi vuole lamentarsi non ha più interlocutori, la contestazione si esprime nei confronti tutto ciò che Macron rappresenta: i centri urbani, la globalizzazione, l'Europa, le élite, i politici.

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