Il piccolo Alex operato a Roma: il padre dona le cellule

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Il piccolo Alex operato a Roma: il padre dona le cellule

È stato operato a Roma, al Bambino Gesù, il piccolo Alex. "Nei giorni scorsi erano stati completati tutti gli screening necessari per identificare, tra i due genitori, il donatore di cellule staminali emopoietiche ed è stato, a tal fine, selezionato il padre. Le cellule del padre, dopo essere state mobilizzate e raccolte dal sangue periferico, sono state opportunamente manipolate e infuse nel bambino" giovedì. La tecnica è stata messa a punto dall'équipe di ricercatori di Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare e Genetica del Bambino Gesù, e viene utilizzata per il trattamento di pazienti pediatrici affetti sia da emopatie maligne, come le leucemie, che da altre patologie congenite non tumorali, come le immunodeficienze primitive e le talassemie. Bisognerà ora attendere il decorso dei prossimi giorni, sorvegliando che non insorgano complicanze e che non si manifesti il rigetto delle cellule trapiantate. Si potrà affermare che il percorso trapiantologico è completato presumibilmente prima della fine di gennaio. La famiglia di Alex ha ringraziato tutti, per l'eccezionale sostegno e l'affetto mostrati e chiesto di conservare, nell'immediato futuro, lo stesso riserbo di questi giorni. Un ringraziamento anche "alle diverse aziende e associazioni, in particolare il Gruppo UniCredit, e, non da ultimo per importanza, l'ospedale Pediatrico Bambino Gesù" e "il Sistema sanitario nazionale e il National Health System (Nhs) inglese".

La gara di solidarietà per il piccolo Alessandro Maria - La storia del piccolo Alex - che vive a Londra con i genitori italiani - ha suscitato nei mesi scorsi una gara di solidarietà: su Facebook i genitori di Alessandro Maria avevano lanciato un appello per trovare un donatore compatibile per il trapianto. In poche settimane la Rete si è mobilitata e centinaia di persone, dal Nord al Sud dell'Italia, si sono sottoposte a un prelievo di sangue per testare la propria compatibilità, iscrivendosi anche nel registro italiano dei donatori di midollo osseo.

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