Haftar a Roma, il generale libico domani vede Conte

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Haftar a Roma, il generale libico domani vede Conte

Il maresciallo libico, Khalifa Haftar, sembra essersi candidato a ruolo di interlocutore primario dell'Italia per risolvere la crisi libica. L'Italia continua a riconoscere il governo di unità nazionale presieduto da Fayez al-Sarraj, ma vede nella collaborazione con Haftar un elemento chiave per il buon esito delle trattative di pace e per la stabilizzazione della regione mediterranea dell'Africa.

A meno di un mese dalla conferenza di Palermo, il maresciallo è tornato in Italia, annullando però l'incontro con al Serraj, il presidente del governo di Tripoli, previsto in questi giorni ad Amman, in Giordania. In quell'occasione, Conte portò a casa una stretta di mano tra i due rivali, Haftar e Sarraj appunto, e un impegno non scritto ad aderire - o perlomeno non ostacolare - al piano dell'inviato dell'Onu in Libia, Ghassam Salamè.

Al tavolo dell'incontro si discuterà certamente dei passi avanti da fare verso la risoluzione del conflitto libico, ma è in ballo anche il tema del ritorno in Libia dell'ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone.

Roma si avvicina dunque sempre più al generale, nel tentativo di sottrarlo all'influenza esercitata da Parigi. Intanto resta ancora in Italia l'ambasciatore Giuseppe Perrone, richiamato dopo un'intervista - sgradita proprio ad Haftar - rilasciata in estate sulla data del voto in Libia, questione che ha a lungo contrapposto Italia e Francia, che all'epoca premeva per elezioni in questo dicembre.

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