Clima, restano solo 2 generazioni per salvare il Pianeta

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Clima, restano solo 2 generazioni per salvare il Pianeta

Secondo l'Oms, sette miloni di persone muoiono ogni anno prematuramente di malattie non trasmissibili per colpa dell'inquinamento. Ecco i principali, che verranno affrontati durante la tre giorni del simposio internazionale 'Health and climate change' che si è aperto oggi nella sede dell'Istituto superiore di sanità. Dovremo necessariamente trovare nuove strategie per far fronte alle richieste future e mantenere gli attuali standard di sicurezza e salute. A sostenerlo è Philip Landrigan, esperto del Boston College, sempre nel corso del simposio su 'Cambiamenti climatici e salute'. Compito arduo, perché le ripercussioni del clima sullo stato fisico sono molteplici e composite. Si stima che, riducendo la concentrazione del PM10, un particolare tipo di inquinante, si potrebbe ridurre del 15% la mortalità annua dei cittadini. Molti contaminanti atmosferici danneggiamo anche il clima. Insomma siamo vicini a un punto di non ritorno.

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L'altro estremo non è assolutamente più rassicurante. Già nel 2010 l'Iss aveva analizzato i numeri di casi per malattie trasmesse da agenti legati all'acqua, vedendo che l'incidenza di alcune patologie infettive (Epatite A, legionellosi, Malattie infettive) era incrementata in alcune regioni dove si erano verificati importanti eventi alluvionali.

LEGGI- Cop24, riscaldamento globale la sfida dei leader. Il "profilo italiano" sul clima che cambia e il suo impatto sulla salute mette in evidenza come l'Italia, per la sua posizione geografica, per l'estensione longitudinale, le sue caratteristiche orografiche e idrografiche, l'estrema eterogeneità meteo-climatica, lo stato diffuso di inquinamenti post-industriali, unito a una vulnerabilità idro-geologica e sismica, è un vero e proprio laboratorio di ricerca sull'impatto del cambiamento climatico sulla salute.

"I cambiamenti climatici sono la vera minaccia globale di questo secolo e attraversano tutta la condizione umana e ambientale - il commento del presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi - dalle ondate di calore, all'approvvigionamento idrico fino a quello alimentare e allo smaltimento dei rifiuti".

Questa conferenza potrebbe essere più importante di quella di tre anni fa, ma bisogna cambiare rotta perché i Paesi in via di sviluppo sono insoddisfatti dei finanziamenti messi sul tavolo dai Paesi industrializzati per sostenere la decarbonizzazione negli Stati meno ricchi.

"L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) oggi ci dice che circa 250mila morti l'anno nei prossimi vent'anni saranno attribuibili, direttamente o indirettamente ai cambiamenti climatici".

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