Checco Zalone gira un film sull’immigrazione e irride Salvini e Di Maio

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Checco Zalone gira un film sull’immigrazione e irride Salvini e Di Maio

Per questo non è più irriverente prendere per il culo Salvini o Di Maio.

Poi, forse preoccupato dalle conseguenze di schierarsi apertamente contro un governo che raggiunge il 60% dei consensi degli italiani, Zalone frena: criticato in passato dai suoi detrattori perché interprete, nei suoi film, del classico "italiano medio", tra l'ignorante e il razzista, di base di destra, stavolta ha deciso di spostarsi in una feroce critica proprio dei populisti.

Checco Zalone ha rilasciato una lunga intervista a Rolling Stone nella quale ha parlato del suo nuovo film, della colonna sonora di Moschettieri del Re firmata con il suo vero nome Luca Medici e infine anche di politica.

"Prendere in giro Matteo Salvini e Luigi Di Maio non è più irriverente" assicura Checco Zalone. Mentre lui girava io componevo dei temi un po' dissonanti, glieli suonavo alla tastiera e lui: 'Bellissimo!

Torna al cinema Checco Zalone, ma questa volta in veste musicista in incognito per il nuovo e atteso film di Giovanni Veronesi, "Moschettieri del Re - Penultima missione", nelle sale dal 27 dicembre distribuito da Vision Distribution. "Bellissimo!'. Pensavo mi prendesse per il culo". scherza. Subito dopo, però, si è lanciato in una personalissima analisi della società odierna, definita "liquida" (prendendo in prestito l'espressione dal filosofo Zygmunt Bauman), in cui sarebbe diventato impossibile riuscire a far ridere il pubblico scimmiottando un personaggio famoso.

Alla domanda sul suo ruolo di cantante, come ricordano in tanti dai tempi di Zelig, Zalone ha risposto così: "I cantanti sono una razza che si prende così sul serio... ho mandato una canzone a Mina e. non ebbi risposta". Una canzone seria? "Si chiamava L'arteriosclerosi, era per Mina e Celentano. Sapete perché? Perché i personaggi forti, i leader, si servono dei nostri stessi media e li sentiamo vicini più vicini del solito". "Mina o non l'ha capita o non l'ha voluta". "Già si prendono per il cu*o da soli".

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