Charlotte Prodger vince il Turner Prize 2018

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Charlotte Prodger vince il Turner Prize 2018

Istituito nel 1984, il Turner Prize è riservato esclusivamente agli artisti britannici di nascita o che risiedono in Gran Bretagna.

È un premio, quello di ieri sera, che mette fine ad alcune vecchie e chiuse mentalità. Apre nuovi orizzonti sia nell'ambito sociale, con nuovi spunti e intuizioni, sia nell'ambito artistico unendo con le immagini riflessioni e pensieri sulla mitologia, sul paesaggio naturale e l'identità personale di genere. L'autrice è Charlotte Prodger, artista già selezionata per rappresentare l'anno prossimo la Scozia alla Biennale di Venezia e che adesso, con il Turner, arriva al grande pubblico.

Stiamo parlando di un corto che è stato ripreso solamente impiegando un iPhone vincendo poi il Turner Prize 2018 nel Regno Unito.

Il concorso è stato in passato un trampolino di lancio per Gilbert and George (1986), Anish Kapoor (1991), Damien Hirst (1995), Steve McQueen (1999), Grayson Perry (2003), nonché Tracey Emin, che pur non avendo mai vinto si impose con il suo letto sfatto nel 1999. Il presidente della giuria, Alex Farquharson, direttore della Tate Britain, ha spiegato che il lavoro della Prodger "mostra bene il volto di una generazione più giovane di artisti che si è affacciata sulla scena pubblica".

La premiazione simboleggia soprattutto la teoria che 'l'arte è rivolta ed è aperta a tutti'. Per la vincitrice, che si è dichiarata 'sopraffatta' e 'commossa' dal risultato ottenuto, il pensiero rilevante è che 'i racconti che narro sono miei, però sono anche racconti che tante persone, per esempio gli omosessuali, stanno vivendo'.

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