Usa: Trump reintroduce sanzioni all'Iran

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Usa: Trump reintroduce sanzioni all'Iran

(Teleborsa) - Stavolta nel mirino del presidente americano è finito l'Iran. L'amministrazione Trump quindi ha reintrodotto le sanzioni, che colpiranno in particolare operatori portuali, spedizioni marittime, cantieristica navale, energia e finanze. L'Associated Press riposta, citando fonti ufficiali americane, che anche l'Italia godrà dell'esenzione.

"L'obiettivo è di privare il regime (di Teheran) dei proventi che utilizzano per seminare la morte e la distruzione nel mondo" ha dichiarato il segretario di Stato americano Mike Pompeo. L'Iran "può superare questa guerra economica e il fallimento del progetto delle sanzioni è imminente", gli ha fatto eco Jafari ripetendo quella che è diventata una parola d'ordine della dirigenza iraniana: il Paese ne ha viste tante e ha imparato ad essere autosufficiente, producendo quello che non può importare. Otto Paesi, che saranno indicati lunedì, saranno autorizzati ad acquistare petrolio iraniano per altri sei mesi.

L'Unione Europea ha già messo in moto strumenti politici difensivi: ad agosto è passato l'aggiornamento del Regolamento di blocco (Regolamento 2271/96), che impedisce ai soggetti europei di adeguarsi alle sanzioni secondarie statunitensi, e l'estensione del mandato della Banca europea per gli investimenti (Bei), alla quale è stato affidato il potere di dare garanzie sulle attività finanziarie con l'Iran, in modo da sostenere gli investimenti europei. Un'ostilità nei confronti degli Stati Uniti che oggi si rinnova.

L'Iran scende in piazza contro Trump nell'anniversario dell'occupazione dell'ambasciata Usa di Teheran e alla vigilia del ripristino delle sanzioni americane dopo l'uscita di Washington dall'accordo sul nucleare.

Il presidente Donald Trump ha abbandonato l'accordo sul nucleare a maggio 2018, a causa dei "gravi difetti" che secondo lui sono presenti all'interno del testo.

Questo passo è il proseguimento della politica di Washington che compromette la stabilità e la sicurezza nella regione, secondo Damasco. Infine si evidenzia che "come parti del Jcpoa, ci siamo impegnati a lavorare, tra l'altro, sulla conservazione e il mantenimento di canali finanziari efficaci con l'Iran e sul proseguimento dell'esportazione di petrolio e gas" a Teheran e che "su questi, come su altri argomenti, il nostro lavoro continua, anche con la Russia e la Cina come partecipanti dell'accordo e con i paesi terzi interessati a sostenerlo".

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