Tumori, oncochip scoprirà le persone a rischio

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Tumori, oncochip scoprirà le persone a rischio

E' questo uno dei traguardi che potranno essere raggiunti grazie al nuovo "oncochip", che ha come obiettivo l'individuazione di più tipi di tumori, partendo dall'analisi di quasi 500 geni in un colpo solo. Ne ha dato notizia la stessa associazione nel corso del suo terzo meeting annuale all'Irccs dell'Ospedale San Raffaele di Milano. Il convegno riunira' fino a mercoledi' oltre 400 tra ricercatori e clinici, con la partecipazione di 23 relatori di fama internazionale. "L'oncochip universale, sviluppato dai nostri esperti di genomica nell'ambito del progetto Acc Genomics, rappresenta l'evoluzione dell'oncochip per il sequenziamento del tumore del polmone che da febbraio stiamo sperimentando su mille pazienti in tutta Italia", spiega il presidente di Acc, Ruggero de Maria.

"Nel 2019 inizieremo a testare l'oncochip universale sui tumori di ovaio, mammella e colon, ovvero quelli con la più alta familiarità. I 4000 pazienti saranno arruolati in 20 dei nostri Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e in una decina di ospedali".

Questo nuovo strumento diagnostico è in grado di analizzare il Dna che si trova nel sangue del paziente e di confrontarlo con quello che invece viene estratto tramite una biopsia del tumore [VIDEO]. I risultati, spiegano sempre dall'Alleanza, sono pronti in un paio di giorni e permettono di creare una sorta di 'carta d'identità' del tumore, identificandone i punti deboli.

"Se questo dispositivo venisse impiegato di routine su larga scala nei pazienti oncologici, potremmo usare le terapie in modo più mirato, ma non solo: potremmo scoprire più facilmente se i pazienti hanno familiari a rischio che possono beneficiare di un programma di prevenzione".

Per dare una misura di quanto una scoperta del genere potrebbe effettivamente rappresentare una novità importante in campo oncologico, basti pensare che oggi nel nostro Paese circa mezzo milione di persone presenta una forte predisposizione genetica allo sviluppo di patologie tumorali, ma solo il 40% è consapevole di questa familiarità. "Con l'oncochip - sottolinea de Maria - potremmo far emergere questo sommerso, con costi paragonabili a quelli degli attuali test diagnostici".

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