Trump "licenzia" il ministro della Giustizia Sessions

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Il ministro della Giustizia Jeff Sessions si è dimesso con effetto immediato su richiesta di Donald Trump. "Ringraziamo il ministro della Giustizia, e gli auguriamo il meglio", ha twittato il presidente americano, annunciando che Matthew Whitaker, capo dello staff di Sessions, sarà temporaneamente ministro della giustizia ad interim. "Un sostituto permanente sarà nominato successivamente".

Rod Rosenstein, il vice ministro, resta al suo posto. Infine e soprattutto, Sessions è a sua volta impelagato nel Russiagate visto che fu colto in flagrante menzogna: durante le audizioni al Senato per confermare la sua nomina nell'esecutivo, lui negò di avere avuto contatti con l'ambasciatore russo in campagna elettorale, salvo poi confessare che i contatti c'erano stati. Rosenstein è stato finora il responsabile delle indagini sul Russiagate del procuratore speciale Robert Mueller vista l'astensione di Sessions. Sessions ha consegnato le sue dimissioni al capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly. Il presidente non ha mai digerito quell'episodio, in privato e in pubblico ha continuato ad attaccare Sessions, trattandolo come un inutile codardo.

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