Tria contrattacca su deficit: défaillance tecnica della Commissione UE su previsioni

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Tria contrattacca su deficit: défaillance tecnica della Commissione UE su previsioni

La Commissione Europea oggi ha rivisto al ribasso le stime sul rapporto deficit-Pil dell'Italia. Numeri che peggiorano sensibilmente le previsioni del governo Conte contenute nel documento programmatico di bilancio inviato da Palazzo Chigi a Bruxelles e che sono finiti nel mirino dell'esecutivo comunitario per la violazione degli accordi sul contenimento del deficit strutturale.

Pronta replica del ministro Tria alle previsioni pessimistiche della Commissione UE su deficit e debito.

Le previsioni Ue tagliano il Pil italiano del 2018 da 1,3% a 1,1% e ritoccano quello 2019 da 1,1% a 1,2%.

Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia Giovanni Tria, che ha aggiunto: "Ci dispiace constatare questa défaillance tecnica della Commissione, che non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano". Lo scrive il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo le previsioni autunnali della Commissione Ue.

L'Italia si conferma ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020. Nel 2019, è stimato al 2,9% del Pil, a un soffio dalla soglia del 3%, poiché "la spesa pubblica aumenterà in modo significativo dopo l'introduzione di un piano di reddito minimo", e ci saranno "una flessibilità più elevata per i pensionamenti anticipati e un aumento dei fondi per gli investimenti pubblici". Nel 2020, invece, sfonderà il fatidico tetto del 3%, raggiungendo il 3,1%, con Bruxelles che precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia e cioè l'aumento dell'Iva, data la "sistematica sterilizzazione".

L'Italia rimane il fanalino di coda in termini di crescita del Pil nella zona euro e nell'Unione europea, secondo le previsioni economiche d'autunno pubblicate dalla Commissione. "Una ripresa degli export e una maggiore spesa pubblica sosterranno la crescita moderatamente ma l'associato rischio nel deficit, assieme ad interessi più alti e considerevoli rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell'alto debito", si legge nel testo. I prezzi al consumo, cioè l'inflazione, sono visti in aumento dell'1,3% quest'anno, dell'1,5% nel 2019, principalmente per effetto dell'aumento dei prezzi del petrolio, mentre sono previsti al +1,4% nel 2020.

CRESCITA - Secondo la Commissione europea le prospettive di crescita dell'Italia "sono soggette ad un'elevata incertezza, con rischi al ribasso intensificati". Con l'1,1% quest'anno, persino la Gran Bretagna nonostante le difficoltà legate alla Brexit fa meglio con l'1,3%.

Visione più pessimista anche sulla crescita. "Una crescita prolungata dei rendimenti dei titoli di Stato peggiorerebbe le condizioni di raccolta per le banche e ridurrebbero ulteriormente l'offerta di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe scoraggiare gli investimenti privati".

Sempre riguardo all'Italia, la Commissione Ue vede un tasso di disoccupazione italiano in calo al 10,7% nel 2018, dall'11,2% nel 2017, e poi ancora in discesa al 10,4% nel 2019 e al 10% nel 2020. "Incertezza e rischi, sia interni che esterni, sono in aumento e cominciano a pesare sul ritmo dell'attività economica", avverte il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis.

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