Tim, Vivendi nuovamente all'attacco della governance

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Tim, Vivendi nuovamente all'attacco della governance

Una decisione, questa, presa, a detta del primo socio Vivendi, dal consiglio con il voto contrario dei rappresentanti francesi.

Nella nota pubblicata ieri, Telecom Italia ha rivisto le attese per l'anno 2018, nonostante la buona performance dal punto di vista operativo. I primi nove mesi si sono chiusi con ricavi complessivi di 14,2 miliardi di euro, in aumento dell'1,1% su base organica, ma in flessione del 3,1% su base comparabile. L'utile netto ha invece toccato quota 1,2 miliardi, mentre l'Ebitda si è rivelato a 6,03 miliardi, in linea col consenso degli analisti. L'indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 25.190 milioni di euro al 30 settembre 2018, in diminuzione di 118 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2017 (25.308 milioni di euro).

(Teleborsa) - Il titolo Telecom Italia, si conferma capofila tra le blue chips di Piazza Affari e mostra un rialzo di oltre 4 punti percentuali, a 0,5398 euro, dopo aver raggiunto il massimo intraday 0,549 euro.

Il calo della divisione core domestic, che secondo la semestrale ha un valore di carico di 4,5 miliardi, sarebbe dovuto, da un lato, al deterioramento del quadro competitivo e regolatorio; dall'altro, ai più alti tassi di interesse. I risultati dimostrano che il fondo attivista, che aveva promesso molti miglioramenti, ha messo in atto una politica di performance di breve termine che non ha mantenuto le sue promesse. Ha poi confermato che il consiglio ha deciso di non convocare l'assemblea per la nomina dei revisori. Ma a seguito della svalutazione dell'avviamento domestico ha archiviato una perdita di 800 milioni arrivando a chiudere i conti di questo terzo trimestre al ribasso, costringendo a rivedere l'obiettivo sul debito per l'anno corrente con Vivendi che contestualmente attacca la governance.

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