Tanzania, è caccia ai gay: il governo dichiara guerra agli omosessuali

Share

Tanzania, è caccia ai gay: il governo dichiara guerra agli omosessuali

Makonda è molto vicino al presidente della Tanzania John Magufuli che è stato spesso criticato per le posizioni omofobe e che di recente ha chiuso le cliniche per la cura dell'HIV perché sospettate di "promuovere l'omosessualità". La sua politica repressiva e autoritaria sta facendo passi avanti 'notevoli'. Una settimana per 'scovare' gli omosessuali e gettarli in carcere a vita o per almeno 30 anni. Per farlo al meglio, è stata creata una squadra speciale di sorveglianza, in forza da lunedì, che setaccerà i social per individuare "i criminali".

"Ho informazioni sulla presenza di molti omosessuali nella nostra regione - ha dichiarato Makonda -". Da oggi fino a domenica fornitemi i loro nomi. Team che si compone di 17 componenti mentre, fino a oggi, sono quasi 6.000 le comunicazioni giunte al governatore con oltre 100 nomi. "Ma preferisco infastidire quei Paesi piuttosto che suscitare la collera di Dio".

Per Makonda una tale denuncia sarebbe un primario dovero morale, dal momento che l'omosessualità "calpesta i valori morali dei tanzaniani ed entrambe le nostre religioni cristiana e musulmana".

In Tanzania l'omosessualità è illegale secondo gli articoli 154-157, in vigore dall'era coloniale, con pena fino a 14 anni di prigione. Ma un'autentica caccia alle streghe nei riguardi delle persone omosessuali è scoppiata nel Paese solo all'indomani dell'elezione del presidente Magufuli nel mese di ottobre 2015. Ha anche invitato la popolazione a segnalare eventuali sospetti.

Questo accade in uno dei Paesi più avanzati dell'Africa subsahariana.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.