Pernigotti chiude la sede storica di Novi Ligure

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Pernigotti chiude la sede storica di Novi Ligure

La verità che sta emergendo è che i Toksoz continueranno a commercializzare lo storico marchio dell'eccellenza italiana delocalizzando la produzione. Detto ciò, verrà tenuta in piedi la rete di marketing; il marchio resisterà, per così dire.

Insomma, invece di rimpiangere l'Italia di Carosello sarebbe bene che nelle scuole e soprattutto in tante famiglie italiane borghesi non si considerasse il denaro qualcosa di demoniaco o il lavoro 'normale' qualcosa di noioso, da cui fuggire alla ricerca della propria realizzazione, magari come stagista con la mano del tutor sul culo. I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano. Molte produzioni dell'azienda dolciaria piemontese si trovano ora in Turchia, mentre nessuno degli impianti di Novi Ligure era stato potenziato, e non ne erano stati realizzati altri, nemmeno per i nuovi prodotti promessi e mai visti. Domani i sindacati incontreranno i lavoratori; incontro alle 11 con il sindaco Rocchino Muliere in Municipio. "Dalle 13 assemblea con i lavoratori per decidere la mobilitazione".

"Una decisione assurda e inaccettabile".

Dopo circa 160 anni di storia la Pernigotti, dal 2013 di proprietà del gruppo turco Tuksoz, chiuderà la storica sede di Novi Ligure.

Secondo Malpassi la situazione negativa dell'azienda è ormai nota da anni: "Continuavamo a vedere questo 'bagno di sangue' - racconta - nella gestione e per anni ci hanno dato dei gufi, tanto che anche ad Eurochocolate di ottobre la proprietà negava che lo stabilimento di Novi avesse problemi".

Il primo cittadino si dice "al fianco di operai, rsu, sindacati, con i quali definire i passi successivi da fare per trovare, insieme, soluzioni alternative alla cessata attività. Serve un piano industriale serio che non guardi solo ai bilanci aziendali, ma preservi la dignità dei lavoratori".

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