Papa Francesco: "Nel mondo c'è una povertà scandalosa"

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Eppure molti vivono in una scandalosa indigenza e le risorse, usate senza criterio, si vanno deteriorando. "La ricchezza del mondo, oggi, è nelle mani della minoranza, di pochi, e la povertà, anzi la miseria e la sofferenza, di tanti, della maggioranza". L'umanità è una sola!", l'appello del Papa, che ha fatto riferimento alla destinazione universale dei beni, così come è definita nel Catechismo della Chiesa cattolica: "All'inizio, Dio ha affidato la terra e le sue risorse alla gestione comune dell'umanità, affinché se ne prendesse cura, la dominasse con il suo lavoro e ne godesse i frutti.

"Ogni ricchezza, per essere buona, deve avere una dimensione sociale", ha detto, a braccio, il Papa. Francesco ha ricordato la commemorazione della Shoah che ha compiuto recentemente a Vilnius, in Lituania, così come l'anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma (16 ottobre) e della "Notte dei cristalli" nazista (9 novembre), sottolineando che "senza una memoria viva non ci sarà futuro perché, se non impariamo dalle pagine più nere della storia a non ricadere nei medesimi errori, la dignità umana rimarrà lettera morta".

"Quando noi leggiamo le notizie delle guerre, pensiamo alle notizie della fame dei bambini nello Yemen, frutto della guerra: è lontano, poveri bambini ... ma perché non hanno da mangiare?"

"Ancora oggi, purtroppo, atteggiamenti antisemiti sono presenti", ha evidenziato Francesco, che all'Angelus della scorsa settimana aveva condannato l'attentato alla sinagoga di Pittsburgh, negli Stati Uniti, invocando Dio affinché "ci aiuti a spegnere i focolai di odio che si sviluppano nelle nostre società, rafforzando il senso di umanità, il rispetto della vita, i valori morali e civili, e il santo timore di Dio, che è amore e Padre di tutti".

"La responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, e in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare". Al contrario, secondo il Papa, "i selettivi sono fattori di divisione". "Se io posso donare, sono aperto, sono ricco, non solo in quello che io possiedo ma anche nella generosità, ho il dovere di darla perché tutti partecipino". E da qui dunque l'invettiva del Papa a tutte quelle persone che non permettono la distribuzione equa dei beni primari a tutti gli uomini. Sì, perché oggi "non è tempo di soluzioni violente e brusche, ma l'ora urgente di intraprendere processi pazienti di riconciliazione". E alla fine l'orgoglio e la superbia. "Non rubare" vuol dire: ama con i tuoi beni, approfitta dei tuoi mezzi per amare come puoi.

I saluti. "Dopodomani celebreremo la dedicazione della basilica lateranense, la cattedrale del vescovo di Roma, la cattedrale del Papa".

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