L'Italia chiede tempo sulla Tav, ok della Francia

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L'Italia chiede tempo sulla Tav, ok della Francia

A dirlo, con una nota, è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, dopo l'incontro bilaterale chiesto alla sua omologa francese Elisabeth Borne per discutere di Tav: colloquio incontro segnato dalla partecipazione di massa alla manifestazione Sì Tav di sabato a Torino, che si è tenuto nel Residence Palace, sede della stampa internazionale nel Quartiere Europeo di Bruxelles, a margine della quarta conferenza ministeriale di alto livello dell'Alliance du Routier.

Dal canto suo, la ministra francese ha sottolineato la necessità di non perdere i finanziamenti Ue sulla Tav.

"Al riguardo - ha aggiunto Toninelli - ho rappresentato la volontà, già più volte manifestata, di condividere con esperti francesi gli esiti preliminari della analisi costi-benefici che stiamo svolgendo, per sottoporla successivamente all'ulteriore e definitiva validazione da parte di studiosi internazionali". Per evitare di perdere i finanziamenti comunitari - in base al cronoprogramma concordato con l'Ue Telt la società incaricata di costruire e gestire i lavori del tunnel di base avrebbe dovuto bandire entro novembre le gare per circa 2 miliardi di appalti - Roma e Parigi esamineranno con la Commissione Ue l'intesa raggiunta per lo stop agli appalti "per non pregiudicare gli accordi internazionali", precisa Toninelli. "Dunque evidentemente lasceremo che l'Italia conduca le sue valutazioni, tenendo ben presente la necessità di non perdere i finanziamenti europei". "Credo - ha concluso - che sia così anche per l'Italia, abbiamo potuto confermarlo".

Intanto, a Roma, la sindaca di Torino Chiara Appendino ha incontrato il vicepremier Luigi Di Maio: "Abbiamo parlato anche del Tav - ha scritto su Facebook il ministro del Lavoro - Nei prossimi giorni con il premier Giuseppe Conte, il ministro Danilo Toninelli e altri rappresentanti del Governo del Cambiamento vogliamo incontrare i rappresentanti della manifestazione di Torino".

Borne ha invece spiegato che "anche in Francia abbiamo avuto una riflessione sul nostro programma di infrastrutture, anche se abbiamo ribadito la volontà di rispettare" i trattati internazionali. "Per loro, come per tutti i cittadini, le porte delle istituzioni sono aperte per un dialogo costruttivo". Ve lo dice uno iscritto a un movimento che in piazza c'è nato, ma che per anni è rimasto inascoltato dai vecchi governi. La risposta delle promotrici è stata giudicata "un brutto segnale di chiusura" ma "la mia porta rimane comunque aperta". Mentre il ministro Di Maio apre "le porte del governo ai manifestanti". I comitati, ha spiegato, "hanno tutto il diritto di manifestare".

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