L'allarme di Visco sullo spread: "Gravi conseguenze su famiglie e imprese"

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L'allarme di Visco sullo spread:

Luigi Di Maio e Matteo Salvini continuano a scherzare con il fuoco, ma tra una diretta facebook e un'altra farebbero bene a imparare a memoria alcuni dati offerti dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco due giorni fa nel corso di un convegno dedicato alla Giornata del risparmio. Ma ci sono la crescita tornata a zero, la minaccia al rating, gli investitori esteri che hanno scaricato 82 miliardi di investimenti in quattro mesi, al centro del confronto Visco-Tria. "Questo risparmio nelle ultime settimane è già stato significativamente ridotto" ha aggiunto Guzzetti. Sullo sfondo, una disoccupazione che torna a salire e un terzo trimestre a crescita zero, che per Tria rafforza, non indebolisce, l'argomentazione per un rilancio tramite la spesa pubblica, mentre per Visco evidenzia i rischi.

"Il debito pubblico dell'Italia è sostenibile". "Se ne può discutere in sede europea" ma "le differenze di opinioni non devono però tradursi in un conflitto istituzionale".

"La difesa del risparmio, come la lotta alla povertà richiede il ritorno dell'economia su un sentiero di crescita duratura". Visco ricorda che nel 2019 dovranno essere collocati titoli pubblici per quasi 400 miliardi di euro e che "un clima di fiducia reciproca è indispensabile perché possa essere condotto a termine il processo di riforma della governance economica europea. Ciò accrescerebbe l'avanzo primario necessario anche solo a stabilizzare il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo". "47 della Costituzione, corrisponde alla garanzia dell'irrinunciabile libertà delle famiglie di poter autonomamente individuare i mezzi atti a sostenere le proprie scelte di vita e, insieme, sottolinea l'enorme valore rappresentato, per la stabilità del sistema economico-finanziario italiano, dal popolo dei risparmiatori". L'ammontare risulta elevato anche quando si tiene conto del fatto che le emissioni nette del Tesoro sono state negative in giugno e in agosto (complessivamente per 17 miliardi). Il governo italiano non vuole in alcun modo l'uscita dell'Italia dall'euro o dall'Ue. Intervenuto alla Giornata Mondiale del Risparmio il governatore ha ammonito: "Le conseguenze di un prolungato, ampio rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato possono essere gravi".

Dalla fine di maggio il costo che le banche sopportano per raccogliere fondi sotto forma di obbligazioni - approssimato con i rendimenti dei titoli sul mercato secondario - è più che raddoppiato; entro il 2020 giungeranno a scadenza obbligazioni bancarie per 110 miliardi, circa il 40 per cento di quelle attualmente in circolazione. L'aumento del rischio sovrano si è riflesso anche sulle quotazioni azionarie delle banche che, dopo essere cresciute del 13 per cento tra l'inizio dell'anno e la metà di maggio, si sono successivamente ridotte del 35 per cento.

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