La nuova BMW X5 sfida l’impervio deserto del Marocco

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La nuova BMW X5 sfida l’impervio deserto del Marocco

Tra questi c'è Monza, autentico tempio della velocità, uno dei pochi circuiti europei sopravvissuti alla concorrenza della modernità: un unicum per caratteristiche tecniche, fascino, storia. Geometri, tecnici, ingegneri, piloti e operai hanno impiegato due settimane per realizzare la riproduzione dell'autodromo, preceduti da 4 giorni di studio e preparazione con architetti, ingegneri e topografi che hanno progettato e simulato l'intero lavoro. Oltre 3500 metri cubi di terra sono stati spostati per dar vita al clone desertico di Monza.

Dopodichè sono intervenuti senza sosta camion e ruspe che hanno scavato per rimuovere tutta la sabbia in eccesso e creare quello spazio da adattare all'inserimento di uno dei tracciati più famosi d'Europa, realizzato ad opera di compattatori e grader che hanno steso e preparato la pista.

L'impresa è magnifica, ma sarete curiosi di sapere chi è l'artefice che ha commissionato tutto ciò e soprattutto perché. E' stata la BMW. La quarta generazione del suv tedesco ha così percorso i 5.793 metri di curve e rettilinei di Monza sul difficile e insidioso terreno di prova, tra derapate e staccate al limite, potendo contare su numerose protezioni aggiuntive sistemate in vari punti della carrozzeria e diversi programmi di guida dedicati.

Non manca molto al lancio italiano della nuova BMW X5 (24 e 15 novembre 2018).

Novità assoluta per il modello è inoltre la possibilità per i clienti di scegliere il pacchetto xOffroad: un pulsante specifico offre al guidatore la scelta tra quattro modalità di guida offroad (xSand, xRocks, xGravel, xSnow), che determinano automaticamente le impostazioni ideali di altezza del veicolo, del sistema xDrive, la risposta di accelerazione e controllo della trasmissione e gli input correttivi del sistema DSC quando occorre prepararsi a guidare sulla sabbia, sulle rocce, sulla ghiaia o sulla neve.

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