Flat tax ai prof che danno ripetizioni

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Flat tax ai prof che danno ripetizioni

Lo afferma il Codacons, valutando positivamente l'ultima bozza della legge di bilancio che prevede una flat tax al 15% per i professori che danno ripetizioni private. Si tratta di un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali che entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2019, in alternativa al regime ordinario, che resta comunque utilizzabile in caso di mancata opzione per la flat tax. Per il potenziamento dei centri per l'impiego sarà stanziato fino a un miliardo di euro per il 2019, stessa cifra anche per il 2020.Qualche dettaglio sul reddito di cittadinanza lo ha fornito Pasquale Tridico, docente di economia del lavoro all'Università Roma Tre e consigliere del vicepremier Luigi Di Maio spiegando che si dovrebbe partire da aprile con l'erogazione.

I dipendenti pubblici che svolgono l'attività di insegnamento a titolo privato, nel rispetto delle norme vigenti, devono comunicare, si precisa, alla propria amministrazione di appartenenza "l'esercizio di attività extra professionale didattica ai fini della verifica di eventuali incompatibilità". Per quanto riguarda la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi e il contenzioso, di fa riferimento a quanto previsto in materia di imposte sui redditi.

"L'imposta è versata - si legge nel testo - entro il termine stabilito per il versamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche".

La norma verrebbe introdotta per cercare di arginare il problema del nero delle lezioni a domicilio. Un fenomeno che sembra essere in costante aumento. L'anno scorso ilCodacons ha rivisto al rialzo la stima, per un costo complessivo di 950 milioni di Euro. E se pensiamo che nel 90% dei casi quelle somme non vengono dichiarate, applicando la nuova flat tax del 15%, l'erario potrebbe recuperare oltre 100 milioni di euro.

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