Dopo 150 anni chiude la Pernigotti

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Dopo 150 anni chiude la Pernigotti

Perché qualcuno, a 1.693 chilometri di distanza da qui, ha deciso che la fabbrica di viale della Rimembranza deve chiudere. L'11 luglio 2013 l'azienda viene ceduta dalla famiglia Averna al gruppo turco appartenente alla famiglia Toksöz, attivo nel dolciario, nel farmaceutico e nel settore energetico.

Il marchio Pernigotti rimarrà in vita. "Si tratta dell'ultimo caso di una multinazionale straniera che saccheggia il Made in Italy per portarlo dove la manodopera costa meno lasciando a casa centinaia di famiglie italiane". Dal punto di vista del consumatore i gianduiotti, regalo da ospedale per eccellenza, e il marchio non sono in pericolo, è soltanto che la produzione non avverrà più in Piemonte e che gli operai piemontesi dovranno cercare un altro lavoro (non facile, nella desertificazione industriale della zona) o sopravvivere fino a quando saranno ritenuti degni del reddito di cittadinanza. Già la crema spalmabile, ad esempio, è prodotta interamente sul Bosforo. Nel frattempo la guida dell'azienda passa a Paolo Pernigotti, che nel 1935 acquista la ditta cremonese Sperlari, specializzata nella produzione del torrone. L'azienda, fondata nel 1860 e famosa per il gianduiotto, licenzierà 100 delle 200 persone che impiega (50 alla produzione nello stabilimento che verrà chiuso e le restanti nel marketing e nell'amministrazione). La Pernigotti di Novi Ligure, nell'alessandrino, ha infatti annunciato la chiusura, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti.

Un centinaio i lavoratori destinati a perdere il posto.

"Vogliono licenziare e chiedere la cassa integrazione per cessazione di attività appena reintrodotta tramite il decreto Genova". Situazione ancora più assurda se pensiamo che l'Europa ha finanziato la Turchia negli ultimi 10 anni con 9 miliardi di euro. Come sottolineato dai colleghi dell'edizione di Rai News, in mattinata si terrà un incontro fra gli stessi sindacati e il sindaco di Novi Ligure, a cui farà seguito un'assemblea per decidere come attuare la manifestazione: "Dalle 13 - le parole di Tiziano Crocco dell'Uila - assemblea con i lavoratori per decidere la mobilitazione". Anche se è molto probabile che la produzione venga trasferita all'estero.

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