Cina, Xi: siamo impegnati ad aprire i mercati sempre di più

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Cina, Xi: siamo impegnati ad aprire i mercati sempre di più

Il cognome qui viene prima: Xi. E poi il nome di battesimo: Jinping.

Gaffe in Cina del vicepremier Luigi Di Maio. La crescita dell'economia cinese è "stabile e solida", ha affermato Xi Jinping.

E invece per due volte, durante la sua visita di lunedì, al leader dei 5Stelle è scappato un "presidente Ping". Come se Xi si fosse rivolto a lui chiamandolo "ministro Gigi" o "ministro Di".

Per questo appuntamento, su impulso dell'Assessorato all'Istruzione e Formazione guidato da Sebastiano Leo e con il coinvolgimento di quello all'Agricoltura, guidato da Leo Di Gioia, è stata attivata, in collaborazione con l'Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione (Arti), la call #StudioInPuglia4China, attraverso cui sono stati selezionati progetti presentati da operatori dell'istruzione e della formazione che hanno sperimentato nel territorio pugliese "best practices" nel settore dell'agroalimentare e che prenderanno parte all'evento di Shangai. Il vice premier ha dichiarato di avere apprezzato il discorso del presidente cinese "Ping", pronunciato nella mattina di oggi, all'apertura della China International Import Expo (Ciie) di Shanghai, come "un discorso di apertura ai mercati e all'import". In fondo un errore ci sta.

La trascrizione errata - L'errore di Di Maio non è stato solo verbale. Anche se proprio recentemente ha fatto marcia indietro rispetto alla promessa di creare un milione di posti di lavoro negli Usa in risposta alla guerra commerciale lanciata dal presidente Usa Donald Trump.

Per rafforzare i rapporti, ha spiegato, l'Italia intende chiudere entro l'anno il memorandum sulla Nuova Via della Seta, il grande piano globale di investimenti in infrastrutture voluto da Xi Jinping. "Il commercio è comunicare, nessuno può fermare il libero commercio", ha detto Ma.

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