Batterio potenzialmente molto pericoloso sulla nostra pelle: ecco di cosa si tratta

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Batterio potenzialmente molto pericoloso sulla nostra pelle: ecco di cosa si tratta

Il batterio Staphylococcus epidermidis, un parente stretto del batterio MRSA, è una delle principali cause di infezioni potenzialmente letali dopo l'intervento chirurgico, ma è spesso trascurato dai medici e dagli scienziati.

Quello che hanno trovato sono 5 nuovi ceppi di Enterobacter con multi-resistenza antibiotica.

. L'antibiotico di scelta è la vancomicina, tuttavia sono stati isolati ceppi resistenti anche a tale antimicrobico e, attualmente, S.epidermidis mostra sensibilità in laboratorio anche a tigeciclina, ceftarolina, ceftobiprolo, dalbavancina, daptomicina, linezolid, oritravancina, quinupristin/dalfopristin, tedizolid e telavancin.

Il suo nome scientifico è Staphylococcus epidermidis; come indica il suo nome, è un batterio che vive sulla superficie della nostra pelle e che, nella maggior parte dei casi, è del tutto innocuo. I ricercatori hanno prelevato campioni da pazienti che hanno sofferto di infezioni in seguito a interventi di sostituzione dell'articolazione dell'anca o del ginocchio e di fissazione della frattura e li hanno confrontati con campioni di tampone prelevati dalla pelle di volontari sani. Questo batterio é risultato resistente perfino ai Carbapenemi, gli antibiotici di utilizzo ospedaliero, quelli di ultima speranza per i pazienti che contraggono patologie notoriamente resistenti al resto dei farmaci comunemente disponibili.

Sulla pelle di ciascuno di noi sembra esserci un super batterio considerato potenzialmente letale, che sembra sia diventato via via sempre più resistente agli antibiotici. E' quanto emerge da una ricerca condotta dai ricercatori dell'Università di Bath, nel Regno Unito. È questa la scoperta che è stata effettuata dall'Università britannica di Bud e che è stata pubblicata su una nota rivista chiamata Nature Communication. Per quanto possano essere osservate regole sanitarie, é comunque un loculo relativamente ristretto, non ventilato, in cui gli astronauti devono svolgere tutte le loro funzioni-dalle scientifiche alle corporee-portando alla ovvia conclusione che ci sia una discreta proliferazione batterica. "Poiché sono così abbondanti, questi batteri possono evolversi molto velocemente scambiando i geni tra di loro - concludono gli autori - Se non facciamo nulla per controllare questo fenomeno, c'è il rischio che questi geni possano diffondersi ulteriormente: le protesi articolari aiutano i pazienti a vivere meglio e senza dolore, ma possono avere un esito catastrofico se s'instaura un'infezione da S. epidermidis, pertanto occorreranno ulteriori studi per arginare il fenomeno delle infezioni e dell'antibiotico-resistenza". "Le infezioni post-chirurgiche possono essere incredibilmente gravi e possono essere fatali quindi credo che dovremmo fare di più per ridurre il rischio, indirizzando i pazienti più a rischio a una profilassi più accurata prima di procedere con l'intervento chirurgico".

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