Anche se il cuore si ferma, il cervello continua a funzionare

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Anche se il cuore si ferma, il cervello continua a funzionare

Evidentemente ancora troppo poco.

E' una scoperta inquietante, quella che emerge da alcune ricerche: è infatti possibile che dopo la morte - giacché il cervello continuerebbe a funzionare per qualche momento - la persona defunta riesca a rendersi conto di essere morta, riuscendo financo ad ascoltare eventuali dottori pronunciarsi sulla propria dipartita.

Nel 2013 i ricercatori dell'Università del Michigan hanno esaminato i segnali elettrici all'interno del cervello di nove ratti anestetizzati con un attacco cardiaco indotto e hanno visto segni di attività che sono stati collegati ad uno stato di "iper-allarme" nel breve periodo dopo la morte clinica.

L'inquietante ipotesi è stata rilanciata quest'oggi dal 'Daily Star', che ha riportato le parole del Dottor Sam Parnia, una delle massime autorità sullo studio scientifico della morte, sul rapporto mente-cervello umano, e sulle esperienze ai confini della morte. In pratica le persone rimarrebbero consapevoli ancora per pochi istanti, provando la sensazione di essere imprigionati nel proprio corpo senza vita.

Il dottor Sam Parnia a LiveScience ha spiegato che i pazienti che riescono a sopravvivere ad un arresto cardiaco sono in grado di descrivere nel minimo dettaglio cosa stesse accadendo intorno a loro, mentre il loro cuore aveva cessato ogni impulso.

Parnia dal settembre del 2008 fa parte del progetto AWAreness during Resuscitation, ovvero "Consapevolezza durante la rianimazione".

Nel condurre la loro ricerca, gli scienziati si sono concentrati sulle esperienze di coloro che sono sopravvissuti ad un arresto cardiaco e che hanno raccontato di aver avuto un'esperienza pre-morte prima di "tornare in vita".

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