Trump contro la Fed: "E' impazzita"

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Trump contro la Fed:

Sul fronte dei cambi lo yen torna a rivalutarsi sul dollaro a 112, e sull'euro a 129,50. Lo stesso vale per la borsa statunitense: Wall Street ha perso più del 3 per cento, il peggior calo negli ultimi otto mesi; anche in Europa le borsa sono andate male.

Il forte calo alimenta i timori degli investitori che, nell'incertezza, iniziano a sospettare che la battuta d'arresto non sia uno stop momentaneo.

"È una correzione in un mercato al rialzo, probabilmente è salutare. Passerà": i "fondamentali dell'economia americana sono solidi" grazie alle politiche di Donald Trump, spiega la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders. "Non mi piace quello che sta facendo, non penso ci sia bisogno di andare cosi' veloci sui tassi". La seduta a Wall Street si chiude in profondo rosso. Mercoledi' sia lo S&P 500 e sia il Dow Jones hanno registrato il calo giornaliero piu' pesante dallo scorso 8 febbraio. Il Nasdaq cede il 4,08% a 7.422,05 punti in quello che è la sua seduta peggiore dalla Brexit. Lo S&P 500 il 3,27% a 2.786,22 punti. Gli investitori si sono improvvisamente precipitati a vendere titoli sopravvalutati, in particolare nel settore tecnologico. Fra i singoli titoli Amazon perde il 6,15%, Apple e Google il 4,63%.

Nel frattempo, in Italia, mentre Deustche Bank sta sempre più affondando, diretta, spedita verso il suo tragico destino, media isterici, ogni giorno spingono sull'immaginario collettivo con il solito spread, economisti intellettualmente disonesti dipingono tragedie per qualche punto di deficit e dormivano mentre Padoan tirava fuori dal debito pubblico 20 miliardi per salvare due banche criminali o Monti sperperava miliardi per liquidare contratti derivati a Morgan Stanley e Deutsche Bank. Il calo di Wall Street ha anche fatto scattare una reazione scomposta da parte di Donald Trump contro la Fed. Microsoft arretra del 5,43%. Il più 'colpito' - secondo l'indice dei miliardari di Bloomberg - è Jeff Bezos che brucia in una seduta 9,1 miliardi di dollari, e vede scendere la sua fortuna a 145,2 miliardi di dollari. Il presidente Donald Trump non ha esitato a dare la colpa del crollo alla Federal Reserve, affermando che la banca centrale americana è "impazzita".

Citando la mancanza di inflazione, Trump pensa che la Fed stia alzando i tassi di interesse troppo velocemente. Gli analisti segnalano come l'utilizzo della parola "correzione" da parte di Trump possa preludere ad ulteriori pesanti cali sui principali listini Usa perché tecnicamente indica perdite di almeno il 10% rispetto ai massimi delle ultime 52 settimane. E se gli analisti appaiono divisi sul tasso di sviluppo dell'economia americana che potrebbe aver raggiunto il picco, sono concordi nel giudicare preoccupanti le tensioni commerciali tra Washington e Pechino e la frenata dell'economia cinese che avrebbe ricadute di portata globale.

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