Si rifa il seno, ora racconta il calvario subito: "Amatevi come siete"

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Si rifa il seno, ora racconta il calvario subito:

A raccontare la propria storia su Instagram è Annapaola Xodo, ex modella 30enne di Padova. La giovane ha voluto documentare sui social il suo percorso verso la guarigione e l'incubo della malattia iniziata quando si è sottoposta, appena ventenne, a un intervento per rifarsi il seno.

Annapaola aveva 22 anni quando ha deciso di rifarsi il seno: lavorava nel mondo della moda e studiava a Milano all'università. "Ero così giovane, ero così ingenua, ero così bella, ero così insicura". Poi c'era il suo fidanzato, che lei definisce "un amore che mi ha catapultata negli abissi e non sono più riuscita a risalire".

Doveva essere un intervento chirurgico estetico che doveva contribuire a migliorare il suo aspetto ma invece si è rivelato solo l'inizio di un lungo calvario tra ospedali e visite mediche durato otto anni e i cui effetti sta ancora scontando. Un intervento che non è andato bene. Poi la svolta grazie a sua madre: è stata lei a scoprire la malattia che ha portato la figlia per 70 volte al pronto soccorso. I medici qui in Italia non capivano cosa avessi. Quell'intervento di chirurgia estetica avrebbe dovuto regalarle qualche taglia in più e la sicurezza necessaria per affrontare la sua vita.

Dopo aver saputo che anche la moglie del fondatore di Playboy, Crystal Harris Hefner, era stata colpita dalla Breast implant illness, l'ha contattata via Instagram per chiedere aiuto. La ragazza, infatti, ha contratto la cosiddetta "breast implant illness", ossia la "malattia delle protesi mammarie": si tratta di una patologia causata dalla presenza di silicone e metalli pesanti nelle protesi, sostanze che possono provocare un'intossicazione al corpo. Crystal le ha consigliato di rivolgersi alla dottoressa Feng, dell'Ohio. Ecco perché il viaggio in America il 7 giugno 2018 e il post: "Verso la mia salvezza". "Mi sono operata a giugno di quest'anno e qui è iniziata la mia rinascita". Sto bene, ho ricominciato a uscire, a mangiare, a fare yoga. "Certo ho dei momenti in cui mi sento più stanca e prendo tre bloccanti dell'istamina al giorno, ma ho ripreso finalmente a vivere". Il mio è stato un vero e proprio avvelenamento e ora che sto smaltendo la tossicità il mio obiettivo è informare le donne su questa malattia sconosciuta in Italia e lanciare il messaggio di amarsi per come si è. "Siamo una macchina perfetta e non va toccata".

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