Sclerosi multipla, nuova rivoluzionaria terapia in Italia

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Nelle persone con sclerosi multipla primariamente progressiva, continua Roche, ocrelizumab può ritardare di sette anni l'insorgenza della necessità di impiegare la sedia a rotelle.

Ecco di cosa si tratta: "E' una vera rivoluzione copernicana, è un giorno che resterà nella storia della sclerosi multipla". "Il secondo vantaggio è quello di avere a disposizione uno strumento che ha un ottimo profilo di efficacia e di sicurezza che può essere usato anche nella forma di malattia più diffusa". Si tratta un anticorpo monoclonale anti CD20 che colpisce le cellule B del sistema immunitario e non i linfociti T, come avviene nella maggior parte delle terapie sperimentali testate fino ad oggi. "Queste cellule svolgono un ruolo chiave nell'aggressione che il sistema immunitario scatena contro le cellule nervose e la guaina mielinica che le ricopre, causa dei sintomi che si associano alla sclerosi multipla". Un meccanismo unico, che differenzia questo farmaco dagli altri che abbiamo a disposizione, che lo rende efficace e sicuro. Ocrelizumab riduce in maniera significativa le recidive di malattia e ne rallenta la progressione, come ha dimostrato in studi che lo hanno messo a confronto con l'interferone. "Questo farmaco inoltre viene somministrato per infusione endovenosa ogni sei mesi e non prevede la conduzione di analisi di routine tra i dosaggi". Lo specialista, inoltre, ha rimarcato che è stato fatto un significativo passo in avanti rispetto "agli approcci orali quotidiani e alle infusioni a cadenza mensile attualmente disponibili".

Sclerosi multipla, nuova rivoluzionaria terapia disponibile in Italia. "È imprescindibile, però, che si cerchi di garantire sin da subito e a tutti i pazienti un accesso al farmaco senza disparità tra le varie Regioni". "Non possiamo accettare l'idea che siano i pazienti a rimetterci". Di conseguenza, queste ultime dovranno impegnarsi ad inserire anche le terapie innovative nel percorso di cura di un paziente affetto da Sm. "Ogni farmaco aggiunge speranza alle persone ma anche conoscenza della malattia".

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