Savona: "Lo scontro con l'Ue può portare alla crisi finanziaria"

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Dopo le critiche di Bruxelles, il ministro degli Affari europei Paolo Savona difende le scelte del governo Conte sulla nota di aggiornamento al Def, che fissa per il prossimo anno il rapporto deficit/Pil al 2,4%. Rispondendo a una domanda posta dai cronisti stranieri presenti nella sede dell'associazione stampa estera, il ministro Savona ha dichiarato: "Dicono che il 2,4% di deficit sia troppo?" Savona ha avvertito che "con l'instabilità politica in Italia succederebbe qualcosa di veramente grave in Europa e nel resto del mondo".

"Il programma di governo, dal punto di vista della logica economica e della necessità pratica, è moderato e con tutte le cautele necessarie", ha spiegato il ministro, precisando che la politica economica del governo è "corretta, cauta e per certi versi moderata", visto anche che si poteva fare anche di più.

Savona ha poi garantito che "nessuno nel governo vuole l'uscita dall'Europa" ma se la misura venisse bocciata, "deciderà il popolo non io, io mi metto da parte".

Allo stesso tempo, Savona ha sottolineato che "l'Unione europea tiene il pilota automatico in questa situazione, allora se rischia di andare contro un iceberg continua a tenere il pilota automatico?". "Siamo più spaventati dello scontro politico tra elite conservatrici che portano avanti politiche deflazioniste e le forze riformiste che vogliono che l'Europa faccia qualcosa per cambiare".

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