Pensioni ultime notizie: contributo aggiuntivo per Quota 100, chi paga

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Pensioni ultime notizie: contributo aggiuntivo per Quota 100, chi paga

Dopo il parere negativo di Tito Boeri, presidente Inps, sul pericolo di una pensione più bassa per chi sceglie Quota 100, arrivano ora anche le prime stime diffuse da Il Sole 24 ore e fornite dalla società Tabula, che restituiscono dati non molto confortanti per chi vuole approfittare della pensione a quote introdotta con la Legge di bilancio 2019, per lasciare il lavoro con qualche anno di anticipo.

Se prendiamo invece come punto di riferimento per il calcolo la vita lavorativa e la pensione con quota 100 di un normale impiegato medio italiano, con gli stessi anni di versamenti dell'operaio (40 anni di contributi) e un anticipo di tre anni perderebbe il 9 per cento. Non è chiaro se si potrà accedere alla quota 100 già dall'inizio dell'anno, oppure se bisognerà attendere.

Ultimo novità pensioni: Quota 100 da quando?

Dopo le svariate critiche mosse dall'Unione Europea alla manovra presentata dal Governo l'esecutivo fa sapere per quanto riguarda Quota 100 non verrà apportata alcuna modifica.

I 160.000 potenziali pensionamenti con Quota 100, infatti, si andrebbero ad aggiungere alle altre 147.000 uscite già preventivate per il settore pubblico.

I dipendenti pubblici che vorranno andare in pensione con Quota 100 dovranno comunicarlo all'amministrazione di appartenenza con almeno 3 mesi di anticipo. Un altro aspetto importante è che Quota 100 sarà senza paletti né penalizzazioni. In poche parole per poter percepire concretamente la pensione bisognerà attendere le scadenze prestabilite dal governo.

Nonostante le incertezze su quando sarà in vigore, è ormai certo che la quota 100 sarà parte della riforma pensioni della Legge di Bilancio 2019 e il Governo ha dichiarato di non voler fare passi indietro.

Il costo per l'attuazione di Quota 100 dovrebbe aggirarsi intorno ai 6,7 miliardi di euro, e per finanziare tale misura potrebbero essere effettuati dei tagli su altre voci previdenziali.

Secondo quanto riferito da Luigi Di Maio ospite nei giorni scorsi a Porta a porta, nel 2019 saranno circa 500 mila le persone che grazie alla Riforma potranno lasciare il lavoro anticipatamente. L'assegno subisce una decurtazione in ragione del peso di questo nuovo privilegio:"per chi si trova nel cosiddetto sistema misto (cioè con 18 anni di contributi versati prima della riforma del 1995) - conclude il Sole 274 Ore - e che l'anno prossimo maturerà 62 anni di età e 38 anni di versamenti, l'uscita scatterebbe con due anni in meno rispetto all'età di equilibrio contributivo (64 anni, da confrontare con i 67 anni e tre mesi della vecchiaia e soli 20 anni di contributi)".

Il Ministro dell'Economia Tria però ha reso noto che se il Pil dovesse ritornare ai livelli pre-crisi prima del previsto, il Governo anticiperà il percorso di rientro.

Il Governo sa bene che sarà questa la reazione europea alla lettera di risposta spedita ieri proprio all'indirizzo di Bruxelles che sul finire della settimana aveva chiesto in maniera documentata dei chiarimenti sulla linea economica italiana.

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