Pensioni, Boeri: "Quota 100 non aiuta i giovani, pesa aumento debito"

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Pensioni, Boeri:

Non usa messe misure il presidente dell'Inps, Tito Boeri, per bocciare la riforma cui sta lavorando il governo e che potrebbe "gravare sulle generazioni future". "Se lo spirito che anima le proposte qui presentate", ha argomentato Boeri, "è quello di correggere per quanto possibile le iniquità più stridenti ereditate da chi in passato ha costruito il consenso concedendo privilegi a categorie di elettori, questo stesso principio deve essere applicato anche in avanti, pensando alle generazioni future. Si tratta nel 40% dei casi di dipendenti pubblici che, in un caso su cinque, hanno trattamenti superiori ai 35.000 euro all'anno (in più di un caso su 10, superiore ai 40.000 euro)".

Eppure nei giorni scorsi Matteo Salvini, e non solo, ha smentito Boeri dichiarando che per ogni pensionamento anticipato grazie a Quota 100 le aziende saranno pronte ad assumere "un giovane e mezzo". La riforma voluta dal governo "portera' ad avvantaggiare soprattutto gli uomoni, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico. Penalizzate invece le donne tradite da requisiti contributivi elevati (quando hanno carriere molto piu' discontinue degli uomini) e dall'aver dovuto subire sin qui, con l'opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo piu' gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione".

"Pesanti i sacrifici imposti anche ai giovani su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pensionistico", continua Boeri ribadendo un concetto già espresso qualche settimana fa. "Non possiamo esimerci dal lanciare un campanello d'allarme sulla scelta di incoraggiare più di 400mila pensionamenti aggiuntivi proprio mentre si avviano al pensionamento le generazioni dei baby boomers e il numero dei contribuenti tende ad assottigliarsi".

Le 400.000 uscite, quindi, avrebbero l'effetto di far aumentare la spesa previdenziale e allo stesso tempo andrebbero a ridurre le entrate per l'Inps; anche in caso di nuove assunzioni, infatti, i giovani verrebbero contrattualizzati diversamente rispetto alle uscite, ad esempio tramite apprendistato, percependo inoltre stipendi più bassi di quelli percepiti da coloro che essendo alla soglia della pensione hanno maturato più esperienza e anni di servizio. Risparmi che non basterebbero a coprire le spese per la quota 100: "L'introduzione di quota 100 per l'accesso alla pensione comporta costi superiori di 60-70 volte rispetto all'importo dei risparmi con i tagli alle pensioni d'oro". La riduzione massima sarebbe del 23% mentre quella media sarebbe dell'8%. E la platea sarebbe principalmente di ex lavoratori pubblici: un'anomalia, considerando che gli ex dipendenti pubblici sono solo il 18% dei pensionati italiani.

Introdurre nel sistema previdenziale la "quota 100", con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi, insieme allo stop all'indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione anticipata, porta a un aumento del debito di circa 100 miliardi e, "già nel 2021, a un incremento ulteriore di circa un punto di pil della spesa pensionistica". "Il rischio allora - ha sottolineato Boeri - e' quello di minare alle basi la solidita' del nostro sistema pensionistico". "Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo".

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