Papa Francesco ai giovani: rimanete liberi

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Papa Francesco ai giovani: rimanete liberi

Una Chiesa in cammino, capace di sognare vie nuove a servizio del Vangelo, di muoversi sorretta da una speranza che la spinge a cambiare e a essere lievito di cambiamento nel mondo, di ascoltare senza pregiudizi e stereotipi soprattutto i giovani, è una Chiesa che non ha paura di cambiare.

Poi la "coerenza di vita": "Quando voi vedete una Chiesa incoerente, una Chiesa che ti legge le Beatitudini e poi cade nel clericalismo più principesco e scandaloso, io capisco - ha detto il Papa -". Il discernimento è il metodo e al tempo stesso l'obiettivo che ci proponiamo: esso si fonda sulla convinzione che Dio è all'opera nella storia del mondo, negli eventi della vita, nelle persone che incontro e che mi parlano.

Non c'è bisogno di sottolineare quanto la tematica scelta rappresenti una grande sfida per la fede, ma anche per la società e per la Chiesa del futuro.

L'attesa assemblea sinodale indetta da papa Francesco sullo scottante tema della relazione tra i giovani e la fede è iniziata da qualche giorno. Siate giovani in cammino; in cammino, che guardano orizzonti, non lo specchio. "Se sei cristiano, anche se sei un prete, anche un prete che balla, segui la strada delle Beatitudini e non la strada del clericalismo".

Quindi l'invito forte ai giovani a vivere senza cedere alle ideologie o al mercato: "Voi giovani, ragazzi e ragazze - dice - voi non avete prezzo". Per favore, non lasciatevi comprare, non lasciatevi sedurre, non lasciatevi schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche che ci mettono idee nella testa e alla fine diventiamo schiavi, dipendenti, falliti nella vita. Dite a voi stessi: 'non sono all'asta, sono libero, libera, non ho prezzo'.

Sperare. I sogni aprono alla speranza cristiana, che è radicata nella promessa della fedeltà di Dio e in quella di Gesù che non ci lascia orfani, ma accompagna il cammino della nostra vita e della sua Chiesa. E poi voi l'avete detto bene: trovare se stessi non nello specchio, ma nel fare, nell'andare alla ricerca del bene, della verità, della bellezza. "Se i media, se l'uso del web ti porta fuori dalla concretezza, ti rende "liquido", taglialo". Dal Cin ha invitato a guardare ancora a San Francesco, perché "ci ricorda che per portare Cristo ai Giovani e i giovani a Cristo, bisogna scoprirlo, farlo entrare più profondamente nella nostra vita, e un mezzo concreto per conoscere Gesù Cristo è leggere e meditare la sacra scrittura". È chiudere non solo le porte, è chiudere le mani.

"Oggi sono di moda i populismi, che non hanno niente a che vedere con il "popolare": il popolare è la cultura del popolo, e la cultura del popolo si esprime nell'arte, si esprime nella festa: ogni popolo fa festa, a suo modo. Il populismo è il contrario, chiusura, 'solo noi'". "Una Chiesa che non ascolta si mostra chiusa alla novità, chiusa alle sorprese di Dio, e non potrà risultare credibile, in particolare per i giovani, che inevitabilmente si allontaneranno anziché avvicinarsi". Alla fine il Papa ha ricevuto in una busta le domande scritte dei ragazzi e ha concluso la serata firmando il gesso al braccio di uno dei due giovani che gliele hanno consegnate.

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