Nobel: premiato un trio per la chimica 'verde'. c'è anche una donna

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Nobel: premiato un trio per la chimica 'verde'. c'è anche una donna

Alla prima va metà del premio, gli altri due si divideranno la seconda metà. Arnold, Smith e Winter hanno cambiato la biochimica sfruttando gli stessi principi dell'evoluzione e applicandoli in laboratorio.

Un riconoscimento alla Chimica 'verde' che proprio grazie agli enzimi, linfa della biodiversita', ha portato a grandi progressi scientifici, dai farmaci ai biocarburanti: "Quello che hanno fatto e' accelerare davvero l'evoluzione", ha sottolineato Lara Snogerup Linse, membro del Comitato del Nobel che ha concluso la settimana dei premi scientifici a Solna, in Svezia.

Le ricerche di Arnold sono cominciate alla fine degli anni '70, quando era impegnata sulle allora nuove tecnologie per l'energia solare. La chimica della vita è presente nei nostri geni, che vengono trasmessi tra le generazioni. Sono arrivate un po' più tardi di alcuni uomini, ma sono sorprendenti. Per la quinta volta nella sua storia, il Nobel per la Chimica è stato assegnato a una donna.

Un Nobel alla chimica «verde»

Gli altri due scienziati ad aver vinto il premio Nobel per la Chimica 2018 sono due uomini.

È americano anche George P. Smith, 71 anni, è professore emerito dell'università del Missouri. Ha creato in sostanza una sorta di fabbrica di proteine.

Frances Arnold ha sviluppato proteine capaci di catalizzare reazioni chimiche, George Smith ha sviluppato un metodo secondo il quale un virus "anti-batterico" può essere usato per evolvere nuove proteine, mentre Sir Gregory Winter ha utilizzato lo stesso metodo di Smith per produrre nuovi farmaci come antibiotici capaci di neutralizzare tossine, colpire malattie autoimmuni e curare cancri metastatici. Nel 2002 il primo anticorpo ottenuto con questa tecnica, chiamato adalimumab, è stato approvato per la terapia dell'artrite reumatoide.

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