No Tap a Melendugno: bruciate tessere elettorali e foto politici M5s

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No Tap a Melendugno: bruciate tessere elettorali e foto politici M5s

E contro Di Maio si scaglia anche il suo predecessore al Mise, che lo accusa di fare una "sceneggiata" e di "tradire i suoi elettori": "Sapeva da sempre (non essendoci penali e carte segrete) e dunque vi ha preso in giro - ha scritto Calenda su Twitter rispondendo a dei follower - Quello che ha dichiarato ora per tirarsi fuori dall'ennesima figuraccia è una menzogna". Insomma, nessuna penale predeterminata, ma eventuali danni, che sarebbe stato un giudice a quantificare, nel caso di richieste di rimborso dei privati interessati dalla costruzione della TAP. Nessuna delle due dichiarazioni sembra corretta. "Noi non lo sapevamo, non ci hanno mai parlato delle penali". Il presidente del consiglio ha cercato di calmare le acque, motivando la decisione di proseguire l'opera, ovvero, 20 miliardi di euro di penali da pagare nel caso in cui l'Italia abdicasse.

La sigla Tap sta per Trans-Adriatic Pipeline ed è un gasdotto che attraverso Turchia, Grecia e Albania, porterà approvvigionamenti di gas naturale all'Italia e in Europa.

"Non esistono penali perché non c'è un contratto con lo stato- spiega Calenda-". Il Tap ha solo un contratto con le aziende che stanno realizzando materialmente i lavori e quelle che hanno già acquistato il gas che arriverà dall'Asia.

Falso anche che ci sia stata una qualche secretazione degli atti, come dimostrato da un documento recuperato dal Corriere Salentino, che evidenzia come proprio una parlamentare del Movimento 5 Stelle, Daniela Donno, avesse fatto richiesta di accesso agli atti, ricevendo risposta positiva proprio dal ministero. E sono voluto andare allo Sviluppo economico anche per questo per studiarmi bene le carte.

Un articolo di Repubblica fa notare peraltro che tutte queste cose erano note al pubblico - e quindi anche al Movimento 5 Stelle - anche prima dell'inizio dell'attuale legislatura, perché per l'approvazione della costruzione del gasdotto c'è stato un percorso che ha anche coinvolto il Parlamento. C'è un'autorizzazione giudicata dallo stesso governo pienamente valida. Alcuni attivisti che partecipano alla manifestazione No Tap hanno bruciato le proprie tessere elettorali e le foto che ritraevano i volti dei parlamentari del M5S eletti in Salento. Calenda ha detto invece che dovrebbe essere Di Maio a dimettersi, in quanto ha giustificato "la sua promessa non mantenuta inventandosi una carta e delle penali".

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