Mea culpa del fondatore di WhatsApp, 'sono un venduto'

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Mea culpa del fondatore di WhatsApp, 'sono un venduto'

Una sfida vinta per Acton, voluta dopo l'errore di aver ceduto i dati dei suoi utenti, è stata invece l'introduzione della crittografia end-to-end, che impedisce a chiunque, compresi WhatsApp e Facebook, di leggere i messaggi inviati tramite l'app. Nemmeno nessun nuovo metodo per fare cose vi sarà rivelato.

Brian Acton, uno dei fondatori di WhatsApp, si racconta in una lunga intervista alla rivista Forbes facendo mea culpa.

E il prossimo capitolo potrebbe essere un'applicazione direttamente concorrente con Facebook e/o Instragram e di sicuro a prova di privacy, potrebbe essere intesa così una frase del comunicato stampa: "Costruire cose nuove ci impone di fare un passo indietro, capire cosa ci motiva e farlo coincidere con le esigenze del mondo, questo è quello che vogliamo fare".

Facebook non ha fornito commenti in merito.

Systrom, amministratore delegato di Instagram, e Krieger, il chief technical officer dell'app, non hanno offerto spiegazioni sul perché del loro addio, ma nel comunicato, pubblicato su sito web aziendale, non hanno ringraziato né Mark ZuckerbergSheryl Sandberg, la direttrice operativa di Facebook. Quattro anni fa, il servizio era ancora a pagamento, 89 centesimi di euro da versare ogni 12 mesi, ma dopo l'avvento del social è diventato gratuito, con la promessa da parte di Brian e Jan di "non chiedere più nulla ai nostri iscritti" e di "non vendere mai pubblicità per guadagnare".

Acton ha anche rivelato di non aver avuto molti colloqui con Zuckerberg, nonostante l'acquisizione di Whatsapp fosse la più importante per la piattaforma. In due parole: annunci pubblicitari. Acton ha lasciato da tempo WhatsApp e Koum ci ha pensato (forse) spesso e volentieri. Intanto dal caso di Cambridge Analytica qualcosa è cambiato.

Oggi, a circa 4 anni dalla cessione di Whatsapp a Facebook, Brian Acton ha dichiarato: "Sono un venduto, lo riconosco". A gennaio 2018, il client di messaggistica ha annunciato il rilascio della versione Business, per consentire alle aziende di gestire e inviare messaggi non promozionali ai clienti, sostenendo un costo fisso. Tuttavia si vocifera che nel 2019 saranno inseriti banner pubblicitari, adv e inserzioni provenienti da Facebook nella sezione stato di WhatsApp.

Brian Acton ha poi affermato di aver rilasciato i dati degli utenti a Facebook e di convivere con questo senso di colpa ogni giorno.

WhatsApp, co-fondatore: "Ho venduto la privacy dei miei clienti". Il riferimento è all'incrocio di dati che, seppur stoppato dall'Unione Europea, Facebook metterà in pratica con la condivisione delle API per lo sviluppo di banner con agenzie di terze parti.

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