Khashoggi: Gb, Riad non è credibile

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Khashoggi: Gb, Riad non è credibile

Dopo l'ultimo editoriale del giornalista, pubblicato sul Washington Post, la testata per cui scriveva Khashoggi, oggi il quotidiano di Bezos pubblica l'ultima audio-intervista che ebbe con l'opinionista esperto di Medio Oriente, suo collega, Jason Rezaian.

Nel frattempo il segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, ha annullato la partecipazione a una conferenza sugli investimenti che avrà luogo Riyadh; lo ha annunciato su Twitter in seguito a un incontro con il presidente Donald Trump avvenuto presso la Casa Bianca.

La morte, data ormai per assodata anche da Trump, dell'affermato giornalista saudita Jamal Khashoggi, "svanito" come ha scritto anche la più autorevole stampa anglosassonne dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul, non fa certo onore a MbS: dalle informazioni sempre più circostanziate e dalle immagini diffuse, più o meno ufficialmente, dalle autorità turche l'erede 33enne al trono saudita avrebbe agito come un boss dei narcos, per eliminare in modo barbaro e vendicativo uno dei suoi critici e neanche tra i più duri. Lo ha detto il ministro britannico per la Brexit Dominic Raab rispondendo ad una domanda della Bbc.

Riad ha rimosso dal proprio incarico Saud al-Qahtani, esponente di spicco della Corte reale saudita e stretto consigliere del principe ereditario Mohammed bin Salman, in relazione alla morte del giornalista Jasmal KHashoggi.

Nella versione dell'Arabia Saudita "ovviamente c'è stato un inganno e ci sono state bugie". Ha dettoTrump, in una intervista telefonica al WP. Il re saudita Salman ha ordinato la creazione di una commissione ministeriale, presieduta dal principe ereditario Mohammed bin Salman, per riformare i servizi d'intelligence sauditi. "Nessuno mi ha detto che è responsabile e nessuno mi ha detto che non lo è, non abbiamo ancora definito questo punto".

"Non sarò soddisfatto - ha detto - finché non troveremo una risposta". Jared non lo conosce bene.

Al-Otaibi ha fatto ritorno in Arabia Saudita il 16 ottobre, prima che la sua residenza di Istanbul fosse perquisita dalla polizia turca per più di otto ore il 17 ottobre e il 18 ottobre. Pieno sostegno al regno invece, arriva sia dall'Oman che dal Kuwait.

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