In caduta. Male Milano, spread sopra 300

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In caduta. Male Milano, spread sopra 300

Il rendimento del Btp a 10 anni era schizzato al 3,68% salvo poi ripiegare a 2,86%. Così Moncler ha finito a -1,42%, Ferragamo a -3,38% e Ferrari a -2,23%, ormai associata al comparto lusso per via dei multipli, come aveva detto già in occasione dell'Ipo l'allora amministratore delegato Sergio Marchionne. Piazza Affari ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 22.088,21 punti (+0,85%) e Ftse Mib a 20.062,25 punti (+1,06 %). Lo spread, intanto, è tornato a 303 punti, all'apertura dei mercati, dopo il restringimento di mercoledì 11 ottobre a 297 punti. Lo scivolone dei prezzi dei bond governativi favorisce gli ordini in vendita sulle banche.

Forti ribassi si registrano anche sulle altre piazze del Vecchio Continente: Londra cede l'1,3%, Parigi l'1,3% e Francoforte l'1%. In più nella notte il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime di crescita sull'economia mondiale, prevedendo un rialzo del pil sia per quest'anno sia per l'anno prossimo al 3,7%, anziché al 3,9% indicato a luglio.

In rosso Pirelli e Brembo, sotto di quasi sei punti percentuali, mentre le banche chiudono tutte in verde: Bper, maglia rosa, guadagna il 2,18%, seguita da Intesa Sanpaolo (+0,53%) e Unicredit (+0,33%). Ieri l'attenzione degli investitori è stata principalmente rivolta sull'asta dei Bot con lo Spread Btp/Bund rimasto ancora sopra la soglia dei 300 punti. Sono in controtendenza le azioni del settore petrolifero, complice il rialzo del petrolio (wti contratto con consegna a dicembre a 74,85 dollari al barile, in progresso dello 0,9%). Sotto pressione quindi Mediolanum (-2,88%) e Azimut (-3,69%), che pure ha messo a segno in settembre una raccolta superiore alle previsioni, ma, secondo gli analisti di Equita, più legata al contributo delle attività estere, che hanno compensato un mercato domestico debole.

Sappiamo per certo che la parola spread viene utilizzata quando si parla di mercati finanziari, e sappiamo altresì che ogni suo aumento rappresenta un motivo di preoccupazione generalizzata.

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