Gasdotto TAP, Conte: "Si deve fare"

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Gasdotto TAP, Conte:

Se l'energia costa meno per famiglie e imprese è solo una buona notizia. La Svizzera si è sempre schierata a favore della realizzazione del gasdotto, definendolo "strategico" fin dalla sua nascita. Mentre alcuni parlamentari chiedono ai leader del M5s di ripensarci, i vertici del partito non sembrano avere intenzione di fare un passo indietro. "Nessuno - assicura - foraggerà quest'opera". "Così vendiamo l'anima alla Lega", mugugnano da Roma le chat dei parlamentari M5s, "il vaffa alla Tap era una nostra bandiera", "intervenga Grillo". Il rischio, spiegano é di appiattirsi sulle posizioni della Lega.

"Non sono emersi profili di illegittimità". "Mi sembra che qualcosa non funzioni". Dopo aver dovuto "ingoiare" il rilancio dell'Ilva di Taranto, la cui chiusura era stata promessa, ieri Conte ha dato l'ok alla Tap, facendo infuriare gli attivisti. "Anche Conte sbaglia. Non ci possono essere penali, semplicemente perché non esiste alcun contratto tra Stato e Tap". "Noi oggi - aggiungono - ci ritroviamo davanti a contratti che se non venissero rispettati ci porterebbero a pagare cifre esorbitanti". Il Tap si farà, punto.

Laconico il commento di Di Maio: "Da ministro dello Sviluppo economico ho studiato le carte del Tap per tre mesi".

Non ci sono illegittimità.

Qualche volta, con qualcuno duro di testa e che pensava di essere il Capo di Stato di un Paese sovrano, si interveniva con le cattive chiamando all'azione lo spread, il quale spread, essendo un effetto, cioè una cosa, non si muove di sua iniziativa, ma su comando di coloro i quali hanno il potere di produrre nello spread l'effetto desiderato, che sono gli stessi che prima avevano usato le buone senza ottenere obbedienza: 'e mo te lo faccio vedere cosa succede a chi non fa i miei voleri'. La realizzazione del progetto "non è che non è più conveniente farla, è che non ci sono alternative", alla luce del fatto che "ci sono penali". Ma a Di Maio ribatte il suo predecessore al Mise Calenda, che accusa il vicepremier di "sceneggiata" e di "tradire i suoi elettori". Tale Alessandro Di Battista, che promise il blocco dell'opera quando liro sarebbero stati al governo, ecco, ora tale Alessandro Di Battista come intende metterci la faccia nei confronti dei salentini?

"Ricordiamo che l'opera è stata già autorizzata dal precedente governo e che i ricorsi sulle autorizzazioni già in passato non hanno trovato gli esiti giudiziari sperati dai cittadini - ha detto ancora il ministro - In questo percorso, nella fase finale, è arrivato il nostro governo. Ringrazio il ministro Costa e i tecnici per il lavoro che hanno svolto e ringrazio gli altri ministeri e uffici che pure hanno effettuato verifiche sulla piena regolarità delle procedure". Nonostante le proteste e le critiche, anche di Elio Lannutti e Carla Ruocco sul decreto fiscale, i vertici 5S non vogliono sentir parlare di divisioni.

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