Dietrofront sul deficit. E Salvini blocca Di Maio sul reddito di cittadinanza

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Dietrofront sul deficit. E Salvini blocca Di Maio sul reddito di cittadinanza

Per questa mattina è previsto un nuovo vertice tecnico "per tentare di conciliare le decisioni politiche con i numeri della Nota di aggiornamento al Def, approvata dal consiglio dei ministri giovedì scorso ma ancora non arrivata né in Parlamento né a Bruxelles". Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all'uso delle informazioni ivi riportate. Ci pensa Moscovici a controbattere: "Che il percorso pluriennale del deficit/pil 'sia stato rivisto è un buon segnale, dimostra che le autorità italiane ascoltano le preoccupazioni e le osservazioni dei partner, tra cui la Commissione europea". Il governo per contro registra una progressiva discesa del debito pubblico che passa dal 131,2% del 2017 al 126,7% del 2021, attestandosi al 130,9% di quest'anno.

Hanno creato allarme anche le parole del presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, che è tornato a parlare di una possibile uscita dell'Italia dall'euro. "Il 2,4% nel 2019?" Lo ha detto il vicepremer Di Maio a margine di un'assemblea della Uil sull'Ilva. Ci guardiamo bene dal fare ingerenze nella politica interna, non lo facciamo e non lo faremo, siamo semplicemente i guardiani dei trattati. Ma per le misure simbolo, su cui Lega e M5S hanno fondato la loro campagna elettorale, mancano 15-20 miliardi. "Per una volta facciamo un pò di deficit, ma per evitare di massacrare i cittadini e le imprese di questo Paese e non per salvare le banche".

L'immagine di Di Maio che si affaccia al balcone di Palazzo Chigi per annunciare ai militanti la "conquista" di un extra deficit di 0,8 punti percentuali di Pil (dall'1,6 al 2,4%) resterà nella storia del populismo.

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha precisato: "Avevamo promesso di aumentare il tasso di crescita per eliminare il gap con la Ue, che è stato dell'1 per cento l'anno da oltre 10 anni".

"Bella e coraggiosa". Così Matteo Salvini definisce la manovra che attuerà il "superamento della legge Fornero, che vedrà la possibilità, non l'obbligo, di andare in pensione in anticipo rispetto alla vigliacca riforma Fornero senza alcun tipo di penalizzazione". "Abbiamo bisogno di una crescita vigorosa, ed allo stesso tempo di una maggiore resilienza". Un "rilancio investimenti è una componente cruciale", dice ospite di Confindustria.

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