Zanzare saranno sterminate: un gene le renderà sterili

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Zanzare saranno sterminate: un gene le renderà sterili

In attesa di comprendere quanto l'impatto sull'ecosistema possa essere o meno influenzato da tale modificazione e decidere di conseguenza, la sperimentazione dei due studiosi si è già conclusa con successo.

La ricerca, pubblicata ieri su Nature Biotechnology, potrebbe essere applicata alla lotta di altre epidemie come zika, dengue e febbre gialla, candidandosi ad entrare nella storia delle scoperte scientifiche che hanno cambiato il mondo, come antibiotici e vaccini. L'esperimento è stato condotto in Gran Bretagna dal team di ricerca guidato dall'italiano Andrea Crisanti.

La prospettiva a lungo termine è quella di rilasciare in natura un gene modificato in modo che l'infertilità femminile si diffonda tra le popolazioni locali di zanzare che trasmettono la malaria e limitarne così la probabilità d'infezione, ancora elevatissima.

Con questa tecnologia di manipolazione genetica è possibile bloccare in 7-11 generazioni la capacità riproduttiva di una popolazione di zanzare della specie Anopheles gambiae, il principale vettore della malaria nell'Africa sub-sahariana.

Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel 2016, sono stati registrati 216 milioni di casi di malaria e 445mila persone hanno perso la vita. Il professore di parassetologia molecolare ha, quindi, creato il metodo Crisanti modificando il gene doublesex e rendendolo, quindi, trasmissibile al 100%: "Doublesex è un gene troppo importante". Un gene capace di rendere sterili le femmine delle zanzare anofele, responsabili della trasmissione della malaria, è stato trasmesso da una generazione all'altra fino ad annientare l'intera popolazione. I ricercatori sono intervenuti in una parte di questo gene, quella responsabile per lo sviluppo della zanzara femmina: mentre il maschio - e anche la femmina - con una sola copia (allele) del gene mutato non presentano alcuna variazione visibile, la femmina con entrambe le copienon è in grado di pungere e non depone le uova. I circa 600 insetti utilizzati nella sperimentazione ad ogni nuova generazione, che si crea all'incirca nell'arco di 25 giorni, non sono più riusciti a riprodursi sino ad arrivare al numero stabile. E così è stato: una volta mutato, nella sua variante funzionale non ha preso piede e non si è diffuso nella popolazione, superando le resistenze incontrate invece in precedenza. Attraverso questo procedimento le zanzare portatrici della malaria sono state rese sterili.

Per ora, comunque, il risultato è stato ottenuto in laboratorio all'interno di una popolazione di zanzare in gabbia. "C'è ancora molto lavoro da fare - ha aggiunto - per sperimentare la tecnologia in più vasti studi in laboratorio", un lavoro che richiederà ancora fra cinque e dieci anni prima di passare alla sperimentazione sul campo. Il professore spiega che "Negli ultimi 20 anni i contagi sono andati continuamente diminuendo".

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