La sonnolenza durante il giorno aumenta rischio di ammalarsi di Alzheimer

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La sonnolenza durante il giorno aumenta rischio di ammalarsi di Alzheimer

Stando a un recente studio [VIDEO] pubblicato sulla rivista Sleep, la sonnolenza diurna potrebbe aumentare il rischio di essere colpiti dall'Alzheimer.

Le analisi dei dati estrapolati da uno studio a lungo termine condotto su adulti in età avanzata dimostrano che coloro che si sentono molto assonnati durante il giorno hanno quasi il triplo delle possibilità di avere depositi di beta-amiloidi nel cervello, segni caratteristici dell'Alzheimer, rispetto a chi non avverte tale sensazione.

La malattia vede la presenza della proteina nociva beta-amiloide, che si accumula nel cervello. Le domande erano rivolte a indagare la qualità del sonno, gli eventuali riposini pomeridiani e una possibile sonnolenza nelle ore diurne.

Stili di vita errati, l'assunzione di alcune sostanze, disturbi del sonno ma anche malattie più generali, tante le cause che, pur con modalità diverse, determinano una serie di eventi a carico del sistema nervoso centrale che sfociano nello stesso risultato: l'eccessiva sonnolenza durante il giorno.

In assenza di patologie e/o uso di farmaci, una delle cause possibili della sonnolenza diurna può essere il disturbo del ritmo circadiano del sonno, legato all'addormentarsi con fatica, al sonno interrotto e ad altri problemi inerenti la qualità del sonno. Una parte dei pazienti coinvolti è stata sottoposta ad accurate scansioni cerebrali a partire dal 1995, mentre dal 2005 è stata sperimentata anche la tomografia a emissione di positroni o PET, che è in grado di rintracciare le placche di beta-amiloide nel cervello.

Ebbene è emerso, come abbiamo detto all'inizio, che chi nei questionari aveva dichiarato di soffrire di sonnolenza diurna aveva un rischio triplo di presentare depositi di beta-amiloide nel cervello. In ogni caso i risultati di questo studio potrebbero rappresentare un passo in avanti per la comprensione dei meccanismi di insorgenza dell'Alzheimer, in quanto se si stabilisse con certezza che i disturbi del sonno effettivamente passono aumentarne il rischio, allora il trattamento dei pazienti che soffrono di insonnia potrebbe impedire lo sviluppo di questa malattia.

L'Alzheimer interessa il 5% delle persone che hanno più di 60 anni. Questa patologia neurodegenerativa prende il nome da Alois Alzheimer, il medico tedesco che la descrisse per la prima volta nel 1907.

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