Giornata mondiale dell'Alzheimer, 70mila malati in Puglia tra luci e ombre

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Giornata mondiale dell'Alzheimer, 70mila malati in Puglia tra luci e ombre

"Da sempre per noi quel vaso rappresenta la cura e la conservazione delle nostre ricette e delle nostre tradizioni gastronomiche - afferma Valentina Lanza, responsabile marketing e comunicazione de Le Conserve della Nonna - siamo felici che oggi possa custodire anche qualcosa di prezioso come i ricordi di una persona e di poter contribuire con questo progetto e la campagna di comunicazione a diffondere informazioni corrette sulla malattia di Alzheimer". L'impegno assunto dalle diverse onlus è quello di rappresentare al meglio presso le Istituzioni Locali, l'A.USL Romagna e gli altri enti pubblici e privati, i bisogni e i problemi di tante persone che vivono quotidianamente con la demenza.

Sull'accumulo anomalo di proteine (Beta-Amiloide e Tau) che si riscontra nel cervello delle persone con Alzheimer e che sarebbe alla base del malfunzionamento dei loro neuroni in realtà la ricerca medica lavora da anni.

Oggi, XXV Giornata Mondiale Alzheimer, la Federazione Alzheimer Italia, rappresentante per il nostro Paese di ADI - Alzheimer's Disease International, presenta il Rapporto Mondiale Alzheimer 2018 intitolato 'Lo stato dell'arte della ricerca sulla demenza': una panoramica della situazione attuale della ricerca nel campo delle demenze, indagando quali siano le effettive azioni intraprese, le speranze, gli ostacoli. Hanno aderito a questo già quattordici comunità fra queste anche la Residenza Sanitaria Assistenziale lombarda Villaggio Amico che al suo interno ha un centro d'eccellenza, il Villaggio della memoria che in occasione della Giornata mondiale ha organizzato a Saronno (StarHotels Gran Milan dalle ore 14) un dibattito dal titolo "Approcci non convenzionali nella cura della persona con demenza: superare gli stereotipi negativi".

Ma tutto si ferma a questo? In letteratura, uno studio sull'incidenza totale della patologia nella popolazione ha evidenziato che alcuni fattori di rischio dell'Alzheimer sono legati allo stile di vita e pertanto potenzialmente modificabili. Sono sempre più solide le evidenze che correlano queste condizioni a un aumentato rischio di ammalarsi di Alzheimer. La Società Italiana di Neurologia e la SINDEM, Associazione aderente alla SIN per le demenze, sono da tempo in prima linea per la ricerca dei meccanismi che attivano la malattia e delle nuove terapie. "In generale, le cellule cerebrali subiscono un processo degenerativo che le colpisce in maniera progressiva e che porta successivamente a disturbi del linguaggio, perdita di orientamento spaziale e temporale e progressiva perdita di autonomia definita appunto 'demenza'".

Il video è stato presentato, per la prima volta, nella scorsa primavera, in occasione del convegno annuale dei Centri diurni Alzheimer a Montecatini terme.

Altra novità riguarda la causa della malattia.

"Dopo il fallimento delle terapie somministrate nella fase di demenza conclamata - dichiara il Prof".

Il Morbo di Alzheimer colpisce circa cinquanta milioni di persone al mondo e le donne sono le vittime preferite. Insomma il "morbo di Alzheimer", nota anche come "demenza di Alzheimer", malattia neurologica scoperta solo all'inizio del secolo, miete più vittime di quanto si possa immaginare.

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